Cena dei ristoratori disubbidienti Le associazioni: «Non aderiamo»

15 Gennaio 2021

L’AQUILA. Nel giorno dell’iniziativa di “disobbedienza civile” #ioapro1501, lanciata a livello nazionale da un gruppo di gestori degli esercizi di ristorazione (compresi bar e pub) a mantenere...

L’AQUILA. Nel giorno dell’iniziativa di “disobbedienza civile” #ioapro1501, lanciata a livello nazionale da un gruppo di gestori degli esercizi di ristorazione (compresi bar e pub) a mantenere aperte al pubblico le attività, anche oltre le 18, il limite di orario imposto dal Governo, in questa fase di contenimento della pandemia, il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, insieme al questore e ai comandanti dei carabinieri e della Guardia di finanza, ha lanciato un appello «al senso di responsabilità degli operatori di categoria i quali», ha detto il prefetto, «pur vivendo da mesi comprensibili momenti di forte difficoltà economica, hanno sempre dimostrato un adeguato e condiviso rispetto delle regole, confermando ripetutamente, in questo periodo, un alto senso di professionalità, di coesione sociale e di etica del lavoro. Mantenere unita tutta la comunità, nel rispetto generale delle regole e con l’aiuto dei ristori previsti per gli operatori dei vari settori, che si auspica possano quanto prima soddisfare tutte le esigenze rappresentate, è l’unica via per poter affrontare, in modo coeso e responsabile, questo particolare momento», ha aggiunto il prefetto. Confcommercio e Confesercenti non aderiranno alla protesta. «Siamo per il rispetto delle regole, non per la disobbedienza civile», il commento di Roberto Donatelli, presidente regionale Confcommercio, «non è questo il modo di dialogare. Ma chiediamo che le imprese vengano sostenute, servono aiuti immediati. In Abruzzo il 10% dei pubblici esercizi, bar e ristoranti, non riaprirà e si avvia alla chiusura definitiva. Un settore fortemente colpito, che necessita di interventi di sostegno corposi». Anche Lido Legnini, direttore Confesercenti Abruzzo, è dello stesso avviso. «Non aderiremo perché non può essere questo il modo di protestare», afferma Legnini, «l’invito alla disobbedienza civile mette a repentaglio anche la clientela. Interpretiamo appieno il malessere degli esercenti del settore, che hanno chiuso a ottobre e non sanno quando potranno riaprire in via definitiva, ma manifestazioni di questo genere non servono. Al Governo chiediamo, invece, di prolungare l’orario di apertura di bar, pub e ristoranti oltre le 18, anche con il servizio al tavolo, per dare agli esercenti la possibilità di ripartire». (m.p)
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