Cena per Rigopiano degli chef stellati

22 Aprile 2017

Lo scopo: affidare un’attività ai dipendenti del resort distrutto

PESCARA. L’idea era iniziata a circolare subito dopo la tragedia di Rigopiano, un raggio di speranza accarezzato e alimentato come ultimo legame al resort abbattuto dalla valanga e a tutto quello che l’albergo aveva rappresentato per la gente di quel territorio. Prima di diventare la tomba di 29 persone.

A distanza di tre mesi, il dolore che non smette viene alleviato da un piccolo miraggio che sembra prendere forma: affidare ad alcuni dipendenti del resort, sopravvissuti alla tragedia, una struttura ricettiva di Farindola dismessa da alcuni mesi. L’ex locanda del Brigante, 11 posti letto e 130 posti a sedere nella sala ristorante, con portico e vista mozzafiato. Nato dall’idea di Massimiliano Giancaterino, farindolese che oggi piange il fratello Alessandro caposala del resort, e dall’amico, imprenditore edile di Montebello di Bertona, Emiliano Mezzanotte, il progetto in questi mesi è andato via via rafforzandosi grazie alle adesioni degli altri imprenditori della zona, della famiglia proprietaria della struttura, i Ciarma, che si sono offerti di darla gratuitamente per i primi sei mesi, della Caritas e, adesso, degli chef abruzzesi. Il Consorzio Qualità Abruzzo, che riunisce il meglio del mondo culinario abruzzese ha infatti organizzato per il 27 aprile, al ristorante «Le Regard de La Reserve» di Caramanico Terme una cena per raccogliere fondi da destinare all’avvio di questa nuova attività. «Con tanti colleghi e amici», spiega lo chef Davide Pezzuto, «abbiamo deciso di dar vita a questa iniziativa per aiutare a ripartire questi ragazzi che vogliono avviare una nuova attività alberghiera e ricettiva a Farindola. Noi come colleghi di questi ragazzi ci sentiamo in dovere di dare loro una mano, per far sì che possano ripartire a testa alta, per seguire la loro passione». All’iniziativa di beneficenza hanno aderito gli chef di 22 ristoranti abruzzesi e di cinque pasticcerie. Un passaggio importante che rende sempre più vicina la data di inaugurazione della struttura, prevista a metà giugno.

Un progetto “figlio” della solidarietà e del senso di appartenenza della gente di Farindola e dell’intera area vestina.

Oltre al sostegno economico degli imprenditori locali e dai farindolesi che hanno fatto fortuna fuori, il piano industriale è stato redatto dall’agenzia di servizi turistici di Penne “Wolf tour” di Matteo Rossi e Antonio Strovaglia che hanno messo nero su bianco come si intende mettere a profitto gli investimenti dei tanti che hanno scelto di sostenere il progetto.

Secondo una prima stima, dovrebbero essere tra i cinque e i sette, i giovani assorbiti da questa nuova attività. «Nata per ridare speranza al territorio», rimarca Giancaterino, «ma anche per non disperdere tutta l’esperienza maturata dai ragazzi che hanno lavorato all’hotel Rigopiano». È a una di loro, Marinella Colangeli, che intanto è stato intitolato il nuovo B&B aperto dal fratello Gianni. Un progetto avviato “prima” della valanga, quando Farindola era sinonimo di benessere e bellezza, e richiamava gente da tutta Italia. E che Gianni Colangeli ha voluto comunque realizzare “dopo” la valanga. Per non dimenticare e, anzi, per onorare, il vicinissimo passato di Farindola. (s.d.l.)

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