Cene e aperitivi anticipati: il commercio non s’arrende

1 Novembre 2020

I locali si riorganizzano dopo lo stop alle 18. E c’è chi si ricicla con le colazioni

PESCARA. Complice un sole autunnale che sa più di primavera e la voglia dei pescaresi di non rinunciare al momento di svago, la zona di piazza Muzii in questo weekend si è presentata insolitamente movimentata di giorno. Il distretto del food and beverage più grande d'Abruzzo, con i suoi locali, fulcro della movida serale del capoluogo adriatico, sta cercando di rimodellarsi, per resistere alle chiusure anticipate alle 18.
La zona attorno al mercato coperto, di solito dormiente di giorno e supersveglia di notte, si sta animando già dalla mattina, per la necessità degli esercenti di trovare soluzioni alternative per provare a farcela. Succede allora che i ristoranti di sushi o le bracerie, in genere aperti solo la sera, puntano tutto sul pranzo. Altri anticipano ancora di più e provano a percorrere la strada delle colazioni.
«Abbiamo provato a cambiare completamente le abitudini del locale», afferma Simone Mirra, chef e titolare del ristorante Madre. «Prima eravamo aperti solo a cena, adesso abbiamo anticipato alla mattina alle 6, puntando anche sulle colazioni».
Comincia dalla colazione anche il cocktail bar White Cliff. «Per me è stato quasi un ritorno alle origini», confessa il titolare Daniele Giannascoli. «Quando ho aperto sei anni fa, ero anche caffetteria. L'unico modo per cercare di sopravvivere è questo. Non basta, purtroppo, ma è un tentativo per pagare le spese. Gli aiuti, quando arriveranno, non saranno comunque abbastanza. Si parla di cifre irrisorie e quindi ci dobbiamo inventare qualcosa, con la speranza che non ci sia un altro lockdown».
«Durante la settimana non c'è passeggio», commenta Dario Criniti, titolare di Wild e Mirror, due cocktail bar, l'uno al fianco dell'altro. «A partire da oggi, abbiamo provato ad aprire la mattina il sabato e la domenica. È un tentativo, per adeguarci, ma non ci rappresenta. Non siamo un bar da colazione, però abbiamo tante spese e la situazione in cui ci troviamo non è semplice».
Una prova di resistenza per le tante attività che hanno il cuore dei loro servizi nelle fasce serali, che auspicano in un cambiamento culturale da parte dei consumatori, molti dei quali, anche con le chiusure alle 18, tendono, per abitudine, a raggiungere i locali, per il tradizionale aperitivo, solo intorno alle 17,30.
«Da un po' stavamo valutando di aprire anche a pranzo», afferma Viviana Zeri, della braceria Vinamore. «Le nuove disposizioni ci hanno praticamente obbligato a fare questa scelta. Da mercoledì scorso abbiamo deciso di cominciare alle 11 di mattina, per sfruttare anche il momento dell'aperitivo pre pranzo e di restare aperti fino alle 18. Stiamo cercando di reinventarci, puntando su una nuova clientela. Dobbiamo ricostruirci completamente, come se avessimo aperto adesso».
CENTRO STORICO Ben diversa, invece, la situazione a Pescara vecchia, l'altro punto di riferimento del food and beverage del capoluogo adriatico, che tuttavia, riesce a sfruttare meno le ore del giorno e sceglie di aspettare tempi migliori.
«Piazza Muzii è nel centro di Pescara. Lì ci sono negozi e quindi passeggio», evidenzia Pietro Kus, referente per Pescara Vecchia di Confartigianato, segretario di Pescara Viva e titolare di Piano Terra. «Qui no e quindi è più difficile provare ad anticipare gli orari. Qualche collega in questo weekend, sfruttando il bel tempo sta facendo il tentativo di aprire anche di giorno, ma in linea di massima stiamo chiudendo tutti. Il gioco non vale la candela e il volume di affari che si genera non è sufficiente per coprire i costi».
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