Centinaia di istanze contro gli eccessi della burocrazia

9 Settembre 2017

Nel 2016, sulla scrivania dell’avvocato Fabrizio Di Carlo, sono arrivate 756 domande «In gran parte dall’Aquila (41,63%), relative all’attività degli uffici della ricostruzione»

L’AQUILA . Cittadini sommersi da carte e scartoffie. Spesso ostaggio di norme farraginose e, in molti casi, incomprensibili. E il rapporto con la pubblica amministrazione finisce, a volte, per degenerare in contenzioso. Con lungaggini inutili e costi aggiuntivi. Ma come fare per evitarlo? Una mano può arrivare dal Difensore civico regionale, una figura ormai di riferimento per il cittadino come dimostrano i numeri forniti al Centro da Fabrizio Di Carlo, avvocato pescarese, nominato, ad aprile 2016, alla guida del delicato ufficio. Scorrendo l’elenco delle richieste arrivate sulle sua scrivania, un dato spicca su tutti: il crescente numero di pratiche evase in provincia dell’Aquila, quasi il 50 per cento del totale, legate in buona parte alla ricostruzione (e alla burocrazia) post-sisma.
Report 2016. Sono 756 in tutto le domande indirizzate al Difensore civico regionale lo scorso anno. Di queste, 414 riguardano interventi di tutela non giurisdizionale nei confronti delle amministrazioni inadempienti, 306 il monitoraggio dei rendiconti per l’eventuale nomina di un commissario ad acta e 36 il riesame del negato accesso agli atti. Nella distribuzione per provincia, L’Aquila è al primo posto con il 41,63% degli interventi. Seguono Pescara, con il 24,62%, Teramo (19,23%) e Chieti (14,52%). «La grande mole di lavoro che si registra all’Aquila», spiega Di Carlo, «può essere rappresentata dalle criticità derivanti dal sisma e alle pratiche connesse alla ricostruzione. Una maggiore burocrazia legata anche alla nascita degli uffici della ricostruzione e al moltiplicarsi delle competenze».
Richieste di aiuto. Non a caso il 9,8% degli interventi, nella provincia aquilana, ha riguardato l’area sisma, superata solo dalla formazione professionale, lavoro e previdenza, che figurano tra le voci più gettonate. A Teramo la tendenza si inverte con il 16,3% di richieste per redimere questioni inerenti a tributi e sanzioni amministrative. Seguono lavori pubblici e politica della casa (8,7%), urbanistica e parchi, artigianato, industria e commercio (7%). A Chieti gli interventi del Difensore civico regionale si concentrano su lavori pubblici, politica della casa e acquedotti (20,7%). Altissima, rispetto alle altre province, la domanda per assistenza sanitaria: ben il 17,2%.
Nuove competenze. «Al difensore civico», sottolinea l’avvocato Di Carlo, «si possono rivolgere tutti i cittadini che necessitano di una tutela non giurisdizionale, risolvendo il problema senza arrivare ad un contenzioso, evitando lungaggini burocratiche ed esborso di denaro e risorse». L’intervento si limita al rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, su segnalazione di problemi, disfunzioni, ritardi nelle evasioni delle pratiche e competenze specifiche per l’accesso agli atti, qualora la pubblica amministrazione non lo consenta. «Il ruolo del difensore civico», sottolinea Di Carlo, che è anche presidente del Coordinamento dei difensori civici italiani, «è stato rafforzato dal decreto 33 del 2013 e dalle successive modifiche del 2016, che lo hanno indicato come organo di seconda istanza, in caso di diniego di accesso agli atti».
Responsabilità medica. Recentissima è, inoltre, l’emanazione della legge 24 del 2017 che demanda alle Regioni la facoltà di nominare il Difensore civico regionale garante del diritto alla salute. «Una grande opportunità», aggiunge l’avvocato Di Carlo, «in quanto consente di intervenire in un settore importante, qual è quello sanitario, per la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini».
Revisione della legge. Di Carlo auspica, infine, «una revisione della legge istitutiva del Difensore civico della Regione Abruzzo che, dopo anni di applicazione e sperimentazione, ha bisogno di essere ammodernata e adeguata al mutato quadro di riferimento. In tal caso, sarà il Consiglio regionale a valutare se attribuire al difensore civico anche il ruolo di garante per l’infanzia, a tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti».