Cento chili di marijuana sequestrati in 7 mesi
Le indagini rivelano come cambia il mercato della droga con le feste sulla riviera D’Egidio (Serd): «A Pescara si fuma in quantità industriale, ragazzini a rischio»
PESCARA. Più di cento chili di marijuana sequestrati in 7 mesi. È un grande numero a raccontare il mercato pescarese della droga: «La quantità di droga che si fuma a Pescara è industriale», ammette Pietro D’Egidio, direttore del Serd. «L’uso di droga aumenta e le fasce di età si dilatano», conferma anche Gianni Cordova, anima della comunità di recupero Laad. E lo dicono pure gli investigatori: con l’estate delle feste sulla riviera cresce la richiesta di marijuana e gli spacciatori si adeguano. Dall’inizio del 2014 si contano già 4 maxi sequestri: l’ultimo, il 21 luglio scorso, è di 17 chili di droga divisi in tre sacchi all’interno di un magazzino di Spoltore. L’immagine diffusa dai carabinieri mette in mostra le 17 mila dosi che, una volta spacciate, avrebbero fruttato 80 mila euro. È la droga dei ragazzi: secondo i dati del Serd della Asl di Pescara (Servizio per le dipendenze), l’età dei consumatori si abbassa sempre di più, così come si allarga il numero degli assuntori.
Prima volta a 13 anni. «Il 40 per cento dei ragazzi delle scuole medie e superiori ha provato cannabinoidi almeno una volta nella vita», dice D’Egidio. L’età della prima volta? Tredici anni. Cordova guarda anche alla via d’uscita: «Il quadro è drammatico ma dobbiamo spiegare ai giovani che ci sono comportamenti rischiosi e stimolarli alla creatività. Tutto ciò che aggrega i ragazzi intorno alla speranza e al futuro è una misura di prevenzione».
Criminali come imprese. «Per aggredire il mercato, i gruppi criminali ormai si muovono quasi con le strategie di marketing delle imprese», spiega D’Egidio, «in questo scenario, Pescara rappresenta lo snodo abruzzese per eccellenza della droga che alimenta una massa enorme di denaro capace di corrompere i meccanismi economici della città». D’Egidio spiega: «Per esempio, ci sono locali sempre vuoti ma che hanno grandi fatturati, com’è possibile? Poi, la messa in circolo dei guadagni della droga si ripercuote su tutto e arriva ad alterare perfino il mercato dell’edilizia».
Maxi sequestri. L’ultima operazione – arrestato un ragazzo incensurato di 21 anni – segue un altro maxi sequestro del 18 giugno scorso: 30 chili di marijuana nascosti in un garage di un condominio di corso Umberto, a Montesilvano, e arrestati un commerciante ambulante e un albanese. Il primo maggio scorso un altro carico finito in mani sbagliate: 32 chili di marijuna divisi in rimessaggi tra Chieti e Ripa Teatina e un albanese in manette. È l’anno del ritorno alla marijuana: il 2014 si è aperto con un altro maxi sequestro di 17 chili a Marina di Città Sant’Angelo (arrestato un albanese). «Sono i volumi dello spaccio che devono allarmarci», dice D’Egidio, «se sono stati sequestrati più di cento chili di droga in 7 mesi, significa che chissà quante tonnellate sono state consumate». «Il problema di fondo», riflette Cordova, «che c’è una fuga dalla realtà che coinvolge i giovani».
Polverizzazione dello spaccio. Ma, per gli investigatori, si assiste anche al fenomeno di polverizzazione dello spaccio e cioè i consumatori che diventano “impiegati” o “piccoli imprenditori” della droga per pagarsi il consumo o per lucrare. Per questo, secondo le forze dell’ordine, accade sempre più spesso di imbattersi in incensurati che custodiscono grosse partite di droga: sono loro gli impiegati della droga, i custodi che hanno il compito di nascondere il carico fino ai passaggi di mano.
Pescara-Albania. Gli imprenditori della droga, quelli che per gli investigatori sono quasi broker che inseguono le oscillazioni del mercato, si muovono tra la Pescara dei locali e l’Albania delle distese di terra coltivate a marijuana: proprio dall’Albania, di solito con viaggi via mare sui gommoni ma anche sui camion insieme alla merce imballata, arrivano i grossi carichi.
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