Cento ettari devastati dal fuoco Va avanti la caccia al piromane

Il sindaco Pezzi: roghi partiti da zone impervie, chi ha innescato le fiamme conosce bene il territorio La preoccupazione di Petrilli: «Sono andati distrutti gli alberi di ulivo, danni pesanti per i proprietari»
ALANNO. Da ottanta a cento. È salito il numero degli ettari devastati dal violento incendio scoppiato ad Alanno tra lunedì e martedì scorsi. Grossi appezzamenti di vigneti e uliveti sono andati a fuoco sul costone delle Plaie, già interessato da altri focolai l’estate scorsa. Una settimana fa i roghi sono scoppiati anche a Castiglione a Casauria, Pescosansonesco e Torre de’ Passeri. Ed è caccia al piromane su tutti i territori interessati dai focolai che hanno impegnato decine di uomini e mezzi dei vigili del fuoco (compresi due canadair) coordinati dal comandante Luca Verna.
Mentre da Lettomanoppello arriva la prima denuncia nei confronti di un residente individuato dai carabinieri forestali quale responsabile dell’incendio, dopo aver pulito l’orto bruciando rami secchi e potature, va avanti la caccia al piromane responsabile (non accidentalmente in questo caso), degli imponenti roghi dei giorni scorsi ad Alanno e Castiglione.
Afferma il sindaco di Alanno Oscar Pezzi: «I danni sono ingenti anche non ancora quantificati. C’è la mano dell'uomo in questa devastazione, forse la stessa delle altre volte, forse è stata più di una persona a colpire», ipotizza il primo cittadino. È certo, secondo il sindaco, che i roghi «sono partiti dall'alto del pendio e non dal basso, come accaduto altre volte. Sicuramente c’è un folle che si sta divertendo ad appiccare il fuoco su terreni non appetibili dal punto di vista edilizio, perché sono incolti e abbandonati da tempo e anche prevalentemente scoscesi. Per questo», dice Pezzi, «credo che chi ha innescato la miccia conosce molto bene il territorio piuttosto impervio».
Il sindaco di Castiglione a Casauria, Biagio Petrilli, mostra preoccupazione non solo per i danni subiti dai terreni bruciati (un centinaio di ettari sulla collina di Pietra Campanara), ma anche per il fatto «che sono andati a fuoco tanti alberi di ulivo e i contadini quest’anno non potranno raccogliere i frutti sulle loro proprietà distrutte dal fuoco». Fiamme che in entrambi i casi, ad Alanno e a Castiglione a Casauria, hanno lambito abitazioni e stalle, fortunatamente senza conseguenze per persone e animali.

