Cento giorni in tenda: dateci la casa

La coppia di Alanno prosegue la protesta davanti alla prefettura e chiede un incontro con D’Alfonso
PESCARA. Cento giorni trascorsi sotto un tendone sull'aiuola di piazza Italia, davanti al Comune e alla Provincia. E' il traguardo raggiunto dai coniugi con residenza ad Alanno ma originari di Pescara, Alessandra Marsilii, 46 anni, e Francesco Roberto Cucinotta, 48 anni, che dal 9 giugno scorso sono accampati davanti ai palazzi istituzionali per chiedere una casa per loro e i tre figli, uno dei quali sofferente di asma, dopo che la dimora di famiglia, in contrada Colle Rotondo ad Alanno, è in parte sprofondata a causa, a loro dire, di un «canalone abusivo» che rasenta l'edificio, ormai allagato al pianterreno, e che insiste su un terreno di competenza del Comune di Alanno.
Dopo cento giorni sotto una tenda (rinnovata negli ultimi tempi grazie al dono di una coppia veneziana in viaggio di nozze in città, dopo che la protezione civile del Comune, alla quale la coppia aveva chiesto una tenda o una roulotte, aveva fatto sapere di non poter concedere «attrezzature di protezione civile se non in presenza di eventi calamitosi»), con il «caldo afoso e l'umidità che ti penetra nelle ossa soprattutto di notte», i coniugi Cucinotta non ce la fanno più.
«Siamo stremati», raccontano a poche settimane da una «aggressione da parte di balordi» e «insulti quotidiani da parte di chi non ci sopporta più». Non reggono più allo stress di una situazione invivibile e chiedono di parlare con il presidente della Regione Luciano D'Alfonso. Venerdì scorso, Marsilii si è recata negli uffici regionali di viale Bovio per inoltrare richiesta scritta di colloquio con il governatore, dopo aver chiesto aiuto all'amministrazione comunale (qualche giorno fa l'incontro con l'assessore Gianni Teodoro) e rinnovato gli appelli al Comune di Alanno per avere una sistemazione idonea, «non quella abitazione con le pareti di muffa che ci vogliono rifilare».
Il Comune di Alanno aveva anche promesso loro di sistemare l'alloggio, ma i coniugi hanno rifiutato «perché le condizioni insalubri dell'appartamento non si saneranno facilmente e nostro figlio asmatico non può sopportare di vivere in locali fatiscenti». Purtroppo, però, ogni tanto deve dormire sotto la tenda insieme ai genitori e non è facile per un adolescente. «Si vergogna, povero ragazzo», dice la madre, «come ci vergogniamo noi, perché ci sentiamo umiliati dall'indifferenza delle istituzioni anche se confortati dal calore della gente e della Croce Rossa che ci dà ogni aiuto possibile, dal cibo alle coperte ai bagni per lavarci».
Nella missiva a D'Alfonso, protocollata dal segretariato generale della presidenza in data 15 settembre 2017, Marsilii scrive: «Sono nata a Pescara e sono accampata in tenda davanti alla prefettura di piazza Italia con famiglia al seguito dal 9 giugno. Chiedo un appuntamento con lei personalmente per cercare insieme una soluzione». Seguono numeri di telefono della coppia, per essere ricontattata. Intanto, domani, nell'abitazione di Alanno dei Cucinotta si svolgerà la perizia tecnica, ordinata dal tribunale civile, per la verifica delle condizioni strutturali dell'edificio e del canalone e per fare una prima valutazione dei danni.
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