Centrale 118 all’aeroporto: inizio di fusione con Chieti

8 Febbraio 2022

Ieri il primo trasferimento dall’ospedale civile, in attesa degli operatori teatini Insieme garantiranno il servizio a 750mila utenti dell’area metropolitana

PESCARA. Dal pomeriggio di ieri la centrale operativa del 118, quella che risponde alle chiamate di emergenza urgenza, non si trova più nei locali sotto all'ex pronto soccorso, in via Fonte Romana, ma nell’area aeroportuale, in una palazzina di 600 metri quadrati su due livelli, messa a disposizione dalla Saga. E ciò in vista della creazione della più volte annunciata centrale unica del 118 di Pescara-Chieti, la quale nel giro di qualche mese, con il trasferimento anche degli operatori di Chieti, diventerà realtà. L’immobile ospita, oltre alla centrale operativa del 118, quella della continuità assistenziale, ossia l’ex guardia medica e la centrale che si occupa dei trasporti non urgenti o comunque programmati (Cot). A rispondere alle chiamate dei cittadini, fornendo loro già una prima assistenza, al momento ci sono sette operatori fra infermieri professionali e medici, sotto il coordinamento del responsabile dell'Unità operativa complessa del 118, Vincenzino Lupi.
Il trasferimento, iniziato e completato tutto nella giornata di ieri, non va assolutamente a modificare l’attuale dislocazione delle postazioni delle ambulanze del 118, che resta invariata. Anzi, assicurano che fra maggio e giugno, alle postazioni esistenti dovrebbe aggiungersi il nuovo presidio fisso nel quartiere San Donato, in via Rio Sparto. Ciò che cambia è l'assetto organizzativo e di gestione.
Nelle prossime settimane, con il trasferimento anche della centrale operativa di Chieti, la struttura dell'aeroporto arriverà a coprire h24 l'intera area metropolitana e un bacino di utenza pari a 750mila persone. Un “cervellone” operativo, dotato di sistemi informatici all’avanguardia e una sala per la gestione dell’elisoccorso.
L'annuncio della realizzazione della centrale unica del servizio del 118 nella zona dell'aeroporto c’era stato a giugno 2018 con la sigla del protocollo d'intesa tra Regione, Saga e le due aziende sanitarie locali interessate. Poi, nel dicembre dello stesso anno, le parti erano tornate a incontrarsi per la firma dello schema di contratto di sub concessione della nuova centrale. In quella occasione era stato spiegato che il progetto avrebbe costituito un ulteriore passo in avanti nell’ambito dell’organizzazione della rete di emergenza- urgenza sul territorio delle due province. In particolare, si era parlato di una “centralizzazione” nella presa in carico del paziente, trasportato nel presidio più adatto al trattamento della patologia riscontrata, senza perdite di tempo e senza il rischio di trasferimenti successivi. Riguardo alla scelta di localizzare la centrale unica all'aeroporto, è stata fatta – come ribadito anche ieri - per la sua «posizione baricentrica» rispetto ai due presidi ospedalieri principali delle Asl di Pescara e Chieti, oltre per il ruolo di polo logistico che lo scalo riveste nel territorio, servito da infrastrutture stradali e autostradali. Tutto per garantire anche tempi più rapidi di intervento. La nuova centrale gestirà anche i trasferimenti secondari, quelli cioè tra i diversi ospedali, riducendo tempi e disagi per i pazienti. (cr.pe.)