Centralina in mare per misurare lo smog

1 Febbraio 2016

L’idea del ricercatore Di Carlo e del campione di pallanuoto D’Altrui: così si studia l’inquinamento

PESCARA. Una stazione meteorologica e di misurazione dell’ozono è stata installata in mare, a 5,3 chilometri dalla costa di Pescara, sulla Torre Posidonia.

L’iniziativa, «unica nel suo genere in Adriatico», dice Piero Di Carlo, dell’Università dell’Aquila, consente di rilevare temperatura, umidità, pressione, ozono, direzione e velocità del vento, che «saranno trasmessi in tempo reale ad un server del Cetemps dell’ateneo, per poi essere resi pubblici su una pagina web». Il progetto nasce dalla collaborazione avviata proprio tra il Cetemps dell’Università aquilana, il Cirsam e la Posidonia srl (proprietaria della Torre Posidonia), amministrata da Antonio Teodori, e vede la partecipazione del campione di pallanuoto Marco D'Altrui.

«Un primo contributo che può arrivare dalle misure in mare», prosegue Di Carlo, «riguarda la comprensione degli effetti della brezza marina sul degrado della qualità dell’aria nell'area metropolitana di Pescara, integrando in maniera sinergica i dati off-shore con quelli sulla costa rilevati dalla rete dell'Arta. La strumentazione sulla torre Posidonia, se arricchita con altri sistemi per lo studio della composizione chimica del particolato atmosferico, permetterebbe di approfondire le conoscenze sui superamenti dei livelli di Pm10 nell’area di Pescara e la relazione con il rilascio di particelle di sale dal mare e potrebbe essere una sentinella per le emissioni di inquinanti atmosferici a largo delle coste abruzzesi».

L'attività di monitoraggio e ricerca sarà affiancata da un percorso formativo, nell'ambito del progetto lauree scientifiche del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell'Università dell'Aquila, che, in collaborazione con il Liceo Scientifico Galilei di Pescara, porterà un gruppo di studenti sulla Torre per partecipare ai lavori di calibrazione periodica della strumentazione. Gli studenti, seguiti dai docenti Rosa Zollo e Fabrizia Floro, oltre che da Di Carlo, analizzeranno i primi dati osservati e, nel corso di un appuntamento finale, illustreranno i risultati dell’analisi.

Il progetto ha l’ambizione di dar vita a «un laboratorio del mare per realizzare studi sui cambiamenti climatici, la qualità dell'aria e delle acque, la tutela dell'ecosistema marino, in collaborazione con le Università, i centri di ricerca, l'Arta, la Regione e i comuni costieri».