Centri antiviolenza, allarme per le risorse

5 Maggio 2023

La questione dei ritardi nell’erogazione al centro della commissione di Vigilanza. Critica Marcozzi

L’AQUILA. La Commissione di Vigilanza del consiglio regionale ha affrontato il tema dei fondi erogati ai centri antiviolenza abruzzesi e la relazione finale del presidente sulle problematiche del diritto allo studio.
«I centri svolgono una funzione fondamentale nella tutela delle donne vittime di violenze», spiega il presidente Pietro Smargiassi. «Abbiamo voluto approfondire soprattutto le modalità di ripartizione dei fondi e come vengono calcolati i punteggi per l’assegnazione. È stato necessario anche chiarire il motivo per il quale parte di detti fondi è andata a un centro per gli uomini maltrattanti. Attingere dai fondi antiviolenza invece che da un fondo dedicato sembra una contraddizione. La presidente dell’associazione Antigone Maria Laura Di Loreto ha confermato i ritardi nell’erogazione dei fondi visto che a oggi risulterebbero non erogati i saldi delle precedenti annualità rispetto al 2023. La situazione risulta aggravata inoltre, sia dal fatto che sono tutte onlus che vivono sull’erogazione puntuale degli stanziamenti per corrispondere gli stipendi e i compensi di dipendenti e professionisti, per l’attivazione dei tirocini, sia soprattutto per il fatto che le associazioni sono costrette ad anticipare i costi per le polizze fideiussorie richieste dalla Regione per l’erogazione. L’assessore Quaresimale ha chiarito che i criteri di riparto vengono stabiliti sulla scorta della L.R 31/2006 e dal decreto ministeriale, si tiene conto delle qualità progettuali insieme al numero delle donne prese in carico. Ha ricordato quali sono gli step di erogazione dei fondi – 40% all’inizio del progetto, 40% a sei mesi dall’inizio del progetto, 20% a rendicontazione – riconoscendo che i fondi, a volte, scontano purtroppo il ritardo dei dipartimenti finanziari». Avanzata la proposta di una programmazione triennale.
Critica la consigliera regionale indipendente Sara Marcozzi. «Rimangono ancora troppi punti interrogativi sull’erogazione dei fondi. L'audizione dell’assessore, a seguito di una mia richiesta, non scioglie nessuno dei dubbi che ho posto riguardo alle esigue quote a disposizione delle realtà territoriali, ai criteri di assegnazione e ai ritardi nei pagamenti. Non sembra che in questo arco di tempo si siano trovate soluzioni. Denuncio inoltre carenze organizzative in tutta la macchina burocratica. Nessuna schiarita nemmeno sulle modalità di redazione della graduatoria per i fondi».(u.c.)