Centri per l’impiego in tilt Mancano oltre 300 addetti

16 Febbraio 2019

La denuncia della Cisl Funzione Pubblica: «Servirebbero 500 persone, ce ne solo solo 163» Traniello: «Chiediamo alla Regione di risolvere subito il problema recuperando i precari»

PESCARA. Il conto alla rovescia è già iniziato, e dal prossimo 6 marzo sarà possibile presentare le domande per accedere al reddito di cittadinanza, una misura varata dal governo Lega-Cinquestelle con l’obiettivo dichiarato di combattere la povertà e l’esclusione sociale.
A gestire le pratiche saranno i Centri per l’impiego, che in Abruzzo «non sono pronti ad assolvere a questo nuovo compito, sia per mancanza di strutture tecniche sia per carenza di numero di dipendenti». Per una regione come la nostra, osserva il segretario generale della Cisl funzione pubblica, Vincenzo Traniello, servirebbe una dotazione organica di circa 500 lavoratori, ma nei Centri per l’impiego in servizio ci sono solo 163 persone.
IL REDDITO. Il sussidio, spiega Traniello, sarà soggetto all’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale: i beneficiari dovranno iscriversi alla piattaforma dedicata alla ricerca di lavoro, svolgere una ricerca attiva del lavoro, accettare i percorsi di formazione. Le persone saranno obbligate ad accettare almeno una delle tre proposte di lavoro suggerite, mentre dopo 12 mesi di fruizione del sussidio bisognerà accettare la prima offerta proposta dai Centri per l’impiego.
LA DENUNCIA. «In Abruzzo», denuncia il segretario della funzione pubblica della Cisl, «è necessario affrontare con rapidità le problematiche strutturali e organizzative dei Cpi. In prossimità di una scadenza come quella del 6 marzo i Cpi sono collocati in un limbo e lasciati senza punti di riferimento stabili sia sotto l’aspetto organizzativo che strumentale. I Centri per l’impiego sono strutture pubbliche strategiche per un rilancio autorevole delle politiche attive del lavoro in una Regione come l’Abruzzo con un tasso di disoccupazione che si attesta intorno all’11%» .
COSA MANCA. Secondo Traniello è «urgente e necessario colmare il gap rispetto alle risorse strutturali, agli strumenti e alle azioni formative». Attualmente, infatti, «non si riescono a garantire i livelli essenziali delle prestazioni né per i cittadini, né per il personale in forza alla struttura regionale. Manca un programma e un percorso formativo per gli operatori che dovranno seguire e dare risposte a coloro che avranno diritto al reddito di cittadinanza».
LA SCADENZA INCOMBE. Insomma, secondo Traniello, a meno di tre settimane dal 6 marzo, i centri non sono ancora attrezzati in maniera adeguata per gestire e l’incrocio tra la domanda e l’offerta di lavoro. «Esiste una forte disomogeneità», dice il segretario di Fp Cisl, «tra i Centri per l’impiego che deve essere affrontata in maniera strutturale potenziando gli organici che negli ultimi anni hanno visto assottigliarsi, per effetti del mancato turn over, il numero del personale impiegato. Un rilancio dei Centri per l’Impiego non può prescindere da quelle professionalità che per anni sono state utilizzate nei centri per l’impiego delle province abruzzesi. Un’azione di recupero di queste competenze e professionalità potrebbe dare un impulso al rafforzamento strategico del ruolo dei Cpi nell’attuazione delle politiche attive del lavoro e nell’erogazione del reddito di cittadinanza».
L’APPELLO. «Chiediamo alla nuova Giunta regionale e alla tecno struttura dirigenziale», conclude, «di porre in essere tutti gli strumenti normativi e organizzativi che in tempi brevi consentono di recuperare quei lavoratori precari che per anni sono stati utilizzati attraverso forme contrattuali diverse nei Cpi. Un rilancio delle Politiche attive del lavoro non può prescindere da investimenti corposi sulle risorse umane e strutturali dei Centri per l’impiego».