Centro del risveglio: a Popoli macchinario per riabilitare gli arti

POPOLI. Tornare a camminare dopo una paralisi, è possibile grazie a un apparecchio di elettrostimolazione degli arti di altissimo livello riabilitativo, in dotazione al Centro regionale del Risveglio...
POPOLI. Tornare a camminare dopo una paralisi, è possibile grazie a un apparecchio di elettrostimolazione degli arti di altissimo livello riabilitativo, in dotazione al Centro regionale del Risveglio “Manuela Verna” dell’ospedale di Popoli Terme. L’annuncio arriva da Carlo D’Aurizio, direttore dell’Unità operativa complessa di Riabilitazione e Medicina fisica che ingloba il Centro Risveglio (intitolato all’infermiera spoltorese morta nel 2016 dopo il coma), struttura che nei prossimi mesi sarà potenziata con nuovi posti letto. Si chiama Metodo Viktor (dal nome dell’ideatore Viktor Terekhov, direttore scientifico del Viktor Physio Lab) l’innovativo sistema che consente ai pazienti di rieducare il cervello a calibrare gli stimoli neurologici secondo le proprie possibilità. Lo stimolatore viene utilizzato su pazienti che hanno subito traumi come ictus, incidenti stradali, cadute, infortuni anche di matrice sportiva, e sono rimasti paralizzati. Laddove il cervello non riesce più a inviare stimoli propri, l’elettrostimolatore riabilita quella parte del corpo «adattando lo stimolo elettrico», spiega D’Aurizio, «in base al movimento e alle caratteristiche di ogni paziente». Molto semplicemente, lo stimolo elettrico coincide con l’attività fisica riabilitativa volontaria avviata dal paziente. Naturalmente, «i miglioramenti variano da paziente a paziente e da patologia a patologia, ma stiamo avendo dei grandissimi risultati che ridanno speranza ai malati» di tornare a muoversi.
I pazienti del Centro Risveglio sono attualmente circa una ventina, tra cui anche alcuni casi di coma, tra i 20 e i 60 anni. Provengono prevalentemente dall’Aquilano e dal Pescarese, ma la fama del Centro inaugurato nel dicembre di due anni fa è arrivata fuori regione con nuove richieste di ricovero.
«C’è un impegno quotidiano di medici, infermieri e fisioterapisti, vicini ai pazienti h24», riprende D’Aurizio, «e restiamo in attesa della fine dei lavori di ampliamento del dipartimento» entro un paio d'anni, «quando potremo contare su una quarantina di posti letto complessivi» contro la metà di oggi.

