Centro di ricerche nell’ex Cofa: pronto nel 2027, ecco come sarà

5 Luglio 2022

Dopo l’ammissione del piano ai finanziamenti statali, l’ateneo accelera per avviare subito l’intervento Masci: «Nasceranno aule e laboratori, sale congressuali ed espositive all’interno di una grande parco»

PESCARA. Un centro di ricerche sulle attività marine. Uno spazio congressuale. Alcune sale espositive. Un parco urbano con una piazza teatro, una piazza del mare e una piazza dell’agorà. Tre edifici con aule e laboratori. Ecco cosa nascerà all’interno dell’ex Cofa, grazie all’emendamento al Decreto aiuti approvato in commissione alla Camera che stanzia altri fondi per l’avviso pubblico dal titolo «Ecosistemi per l’innovazione nel Mezzogiorno». Con questi soldi in più il progetto presentato dall’università D’Annunzio, in qualità di capofila di una cordata di enti e società, prima escluso rientrerà nella graduatoria di quelli finanziati dal governo. Ora, l’obiettivo è accelerare per realizzare i lavori entro fine anno e completare tutto entro gennaio del 2027. «L’area dell’ex Cofa», ha commentato ieri il sindaco Carlo Masci, «per 25 anni buco nero dentro la città, oggi trova la sua definitiva missione come centro di ricerche sulle attività marine e luogo di aggregazione, con spazio congressuale, piazze, aree verdi e dunali». «Finalmente», ha aggiunto, «quell’area strategica sul fiume, al confine con il porto turistico e con il ponte del Mare, verrà riqualificata in senso sostenibile, nel rispetto della nostra tradizione marinara e con lo sguardo verso il futuro».
L’università D’Annunzio si prepara, dunque, ad avviare le procedure necessarie per far partire prima possibile i lavori. «Il progetto preliminare c’è già», ha spiegato il rettore Sergio Caputi, «ora bisognerà avviare la progettazione definitiva. I tempi sono abbastanza stretti per poter procedere con l’appalto dei lavori. La nostra è una cordata molto ampia e importante. Il progetto, comunque, dovrà essere realizzato all’inizio del 2027».
Il complesso di opere occuperà un’area di circa 32mila metri quadrati, mentre l’investimento complessivo dovrebbe aggirarsi sui 41 milioni di euro. «Il progetto», fa presente una delibera del Comune che accoglie la proposta dell’università, «si inserisce ed è coerente con le politiche di rigenerazione e di riqualificazione degli spazi della città di Pescara e interviene su un’area connotata da anni da degrado fisico, funzionale e sociale del waterfront cittadino».
Tutto questo potrà essere realizzato grazie ai finanziamenti statali. La settimana scorsa era emersa la notizia che il progetto dell’università per l’ex Cofa si era posizionato in graduatoria al 29esimo posto, mentre i progetti inizialmente finanziati erano 27. Domenica scorsa, il presidente della Regione Marco Marsilio ha fatto sapere dell’approvazione dell’emendamento al Decreto aiuti, presentato dal consigliere politico del ministro Carfagna, l’onorevole Paolo Russo e approvato in commissione alla Camera. «Il progetto di Pescara per l’ex Cofa», ha sottolineato Marsilio, «sarà finanziato e questa è un’ottima notizia per la città di Pescara e per l’Abruzzo intero, che conferma la sua vocazione per la ricerca scientifica e per l’innovazione tecnologica».
«Il progetto di recupero dell’area dell’ex Cofa», ha precisato il presidente della Regione, «rappresenta anche la soluzione di uno dei nodi rimasti bloccati per decenni. Ora la stretta collaborazione tra la Regione e il Comune di Pescara sta dando ottimi risultati. In un paio d’anni abbiamo sbloccato il progetto di demolizione e ricostruzione di Rancitelli, una periferia che sembrava abbandonata al suo triste destino di emarginazione e di violenza, come centrale dello spaccio e che oggi verrà riqualificata e dove nel frattempo sono partiti i lavori di demolizione dei palazzi Ater di via Lago di Borgiano». «Un futuro diverso anche per l’area di risulta», ha concluso, «dove presto partiranno i lavori e al cui interno verrà realizzato il palazzo della Regione, che riunirà tutti gli uffici oggi sparsi nella città di Pescara».