Centrodestra, tanti esclusi e mal di pancia

Documento sottoscritto da 11 amministratori pescaresi contesta le scelte dei candidati alle politiche
PIANELLA. Centrodestra in subbuglio per le liste dei candidati alle politiche di primavera. In un documento sottoscritto da sindaci e amministratori del Pescarese, emergono delusione e senso di disorientamento per le scelte operate dalla dirigenza di Forza Italia. Tra gli esclusi, c’è anche il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, ma in generale è il criterio della mancata rappresentanza territoriale a essere messo in discussione.
I firmatari sono otto sindaci: Sandro Marinelli (Pianella); Antonio Zaffiri (Collecorvino), che è anche consigliere provinciale; Maria Felicia Maiorano Picone (Cappelle sul Tavo); Alberico Ambrosini (Moscufo); Maurizio Giancola (Scafa), anche lui e consigliere provinciale; Enrico Valentini (Catignano); Gianfranco De Massis (Elice); Marco D’Andrea (Civitella Casanova). Tra i sottoscrittori anche tre vice sindaci, Daniele Di Federico (Picciano); Domenico Di Meco ( Cepagatti) e Angelo Belli (Rosciano). Gli amnministratori parlano di «scelte non condivise e di delusione per le mancate occasioni offerte ai rappresentanti territoriali radicati nel collegio di Pescara. Mancate occasioni» spiegano, «che non trovano giustificazioni, né logica, ma che rispondono esclusivamente a un partito ripiegato su lotte personali». Sconcerto, dunque, per le esclusioni eccellenti, come quella del capogruppo regionale forzista Sospiri. «Ora» riprendono i sindaci dei centri dell’entroterra, «ci aspettiamo di ascoltare le motivazioni di queste decisioni, soprattutto dopo che il coordinatore Nazario Pagano ha affermato con convinzione di aver scelto le forze e gli amministratori migliori sul campo.Un elenco nel quale ha annoverato anche se stesso, sicuro dei suoi risultati e del suo potenziale». Depositate ormai da giorni, gli amministratori del centrodestra prendono atto del fatto che «qualcuno ha deciso per noi tutti chi fossero gli amministratori migliori che hanno dimostrato comprovata capacità di governo, e che meritavano di tentare la corsa alle politiche. Il gruppo di lavoro del presidente Berlusconi, come emerge dalle parole del coordinatore Pagano, e lo stesso Pagano hanno avocato a sé il diritto di scegliere, facendosi personalmente garanti delle persone individuate. Un atteggiamento che suscita amarezza, rimanendo confinata nei meandri dell’inspiegabile e del non-giustificato. Non comprendiamo» proseguono nel documento politico, «la scelta di inserire nelle liste blindate un ex renziano, oggi folgorato sulla via di Damasco, tradendo la fiducia di chi ha sempre lavorato per la crescita del centrodestra. Non lo comprendiamo, ne prendiamo atto e guardiamo avanti» hanno sottolineato gli amministratori. «Quelli che da oggi si sono ufficialmente aperti saranno giorni difficili. Dal 4 marzo, ci separano quattro settimane e in quella data, alla luce dei risultati che avremo conseguito, ci aspettiamo l’apertura di un confronto vero, teso a restituire chiarezza e una guida autentica al centrodestra per il futuro di una coalizione troppo spesso vittima di personalismi, di cucine laboratoriali, di sperimentazioni machiavelliche che oggi non sono più né accettabili né proponibili».
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