Centrosinistra, tre donne pronte a fare il sindaco

22 Luglio 2018

D’Incecco e Di Carlo hanno dato la loro disponibilità, Allegrino ci deve riflettere Invece hanno già rinunciato a candidarsi Chiavaroli, Marchegiani e Scotolati

PESCARA. Mancano ancora dieci mesi alle prossime elezioni comunali, ma si comincia già a parlare di possibili candidature. E qualche segnale nello schieramento del centrosinistra arriva dal mondo politico femminile. Il Centro ha contattato ex parlamentari e assessori comunali in carica nelle quote rosa per verificare le loro intenzioni a candidarsi a sindaco della città. Due donne si sono dette disponibili, ossia l’ex deputata del Pd Vittoria D’Incecco e l’assessore, anche lei del Pd, Simona Di Carlo, mentre un altro assessore, Antonella Allegrino, non ha escluso a priori di voler correre, ma ha detto di non averci ancora pensato.
Invece, si sono messe già fuori gioco l’ex sottosegretario alla Giustizia ed ex senatrice di Civica popolare Federica Chiavaroli, l’assessore del Pd Paola Marchegiani e la sua collega di giunta Loredana Scotolati.
Ovviamente, si tratta per il momento solo di ipotesi. Anche perché, come ha ribadito nelle settimane scorse in un’intervista il segretario cittadino del Pd Moreno Di Pietrantonio, la scelta del candidato sindaco avverrà tramite lo strumento delle primarie.
Tuttavia, la prossima tornata elettorale potrebbe essere l’occasione per il centrosinistra di candidare per la prima volta una donna alla carica di sindaco. Per la verità, ci provò nel 2003 D’Alfonso a far correre proprio la Allegrino per la poltrona di primo cittadino. Ma la sua candidatura durò appena un giorno, perché poi D’Alfonso decise poi di prendere il suo posto. Ora lo scenario è diverso e il centrosinistra ha il duro compito di riconquistare migliaia di elettori persi alle scorse elezioni politiche, magari proprio candidando una donna.
L’ex deputata Vittoria D’Incecco, ad esempio, è disponibile. Il suo nome circola già tra i possibili papabili. «Ora faccio il medico, ma sto continuando a fare politica con il partito anche se non sono più parlamentare», dice, «il Pd è una mia creatura, io sono stata tra i fondatori insieme a Walter Veltroni e Marianna Madia. L’altro giorno ho partecipato all’assemblea nazionale del Pd, Ettore Rosato è un mio caro amico. Sono a disposizione del mio partito e se mi dovessero chiedere di candidarmi a sindaco, sarei pronta. Non mi dispiacerebbe, del resto, seguire il percorso di mio padre che era stato sindaco di Pescara, anche se mi rendo conto che ai tempi d’oggi è difficile fare l’amministratore di una città perché mancano le risorse economiche».
La D’Incecco, tra l’altro, vanta un curriculum politico di tutto rispetto. «Sono 32 anni che faccio politica», afferma, «ho cominciato a 17 anni come consigliere di quartiere con la Dc. Poi, sono stata eletta sempre in consiglio comunale. Nel 2003, sono stata la più votata con la Margherita e l’allora sindaco D’Alfonso mi ha fatto fare l’assessore alle politiche sociali. Nel 2008 sono stata eletta come deputata e per dieci anni ho fatto la parlamentare». Pronta a candidarsi a sindaco è anche l’assessore all’ambiente Simona Di Carlo. «Farei molto volentieri il sindaco», osserva, «sarebbe ora che il Pd scegliesse una donna. L’esperienza non mi manca, non sono necessarie le primarie se è disponibile una persona considerata all’altezza di questo compito. Mi trovo tuttavia in imbarazzo e in conflitto nel Pd, perché ci sono persone indagate per la vicenda di Rigopiano».
Un’altra possibile candidata potrebbe essere l’assessore alle politiche sociali, nonché stimata imprenditrice, Antonella Allegrino. Lei non lo esclude. «Non ci sto pensando per niente all’ipotesi di una mia candidatura a sindaco», spiega, «è ancora troppo presto. Ho appena concluso la campagna elettorale per le Politiche e ora sto pensando solo a lavorare per la città. Sicuramente c’è già qualcuno che sta lavorando con questa ambizione».
Un no deciso è arrivato invece dall’ex sottosegretario ed ex senatrice di Civica popolare Federica Chiavaroli, anche lei apprezzata imprenditrice. «Io non sono la donna adatta», avverte, «le candidature a sindaco o a consigliere comunale non sono cose che in questa fase della mia vita mi interessano. Non mi interessa nemmeno fare il consigliere regionale. Ora sono a riposo, penso che si possa fare del bene per la collettività anche in altri modi».
Un altro no è quello dell’assessore al decoro urbano, nonché medico, Paola Marchegiani. «Io mi metto fuori da questa competizione», fa presente, «ho sempre fatto politica per la città. Sono stata eletta per la prima volta in Comune nel 2004, alle ultime elezioni ho preso 1.478 voti. Quando Luciano (D’Alfonso, ndr) mi ha chiesto di candidarmi alle politiche del 5 marzo, gli ho risposto di no perché non volevo lasciare la mia città. Ho preso un impegno con i miei cittadini, ora però ho fatto il mio tempo e non mi sento all’altezza di fare il sindaco. Sono medico e voglio continuare a lavorare nel mio laboratorio aperto da mio padre nel 1958».
Ha escluso di volersi candidare anche l’assessore all’urbanistica Loredana Scotolati. «Sono troppo vecchia», conclude, «avrò 68 anni a dicembre. Non è che non ami le sfide, ma penso che sia giusto dare spazio ai giovani».
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