Cepagatti, coro di no contro il deposito di rifiuti pericolosi

18 Settembre 2015

CEPAGATTI. Maggioranza e opposizione di Cepagatti fanno fronte comune in Consiglio contro il progetto per l’attivazione di un deposito per 6mila tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi e non,...

CEPAGATTI. Maggioranza e opposizione di Cepagatti fanno fronte comune in Consiglio contro il progetto per l’attivazione di un deposito per 6mila tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi e non, provenienti da servizi di micro raccolta differenziata, in via della Bonifica, contrada Vallemare.

L’iniziativa industriale fa capo alla società A&C Ambiente & Consulenze di Sambuceto, che ha avviato la procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale (Via), iter che si è aperto il 3 agosto con la pubblicazione degli atti sul sito dello sportello ambiente regionale. Il progetto prevede la riattivazione di un impianto di trattamento dei rifiuti già esistente, fermo da una decina di anni. Per contestare l’intervento ci sono 45 giorni di tempo, dal 3 agosto, con la presentazione di osservazioni. Come aveva promesso il sindaco, Sirena Rapattoni, ai residenti della zona, in allarme per l’impianto dove saranno stoccati 107 tipi di rifiuti classificati come pericolosi, e 117 di categorie non pericolose, l’assemblea civica ha approvato una serie di osservazioni, già inoltrate in Regione.

«Esprimiamo preoccupazione per l'attivazione del deposito di rifiuti, che è anche quella dei residenti di Vallemare e contrada Cantò» dice il primo cittadino «adesso il nostro impegno è quello di seguire con attenzione le procedure che saranno espletate dalla Regione».

Nei rilievi formulati dall’amministrazione comunale si evidenziano diverse criticità relative all'attivazione dell'impianto. Osservazioni sono state presentate anche dall’assessore Annalisa Palozzo, che le ha fatte pervenire al comitato tecnico regionale di valutazione in qualità di presidente della commissione Ambiente della Provincia. Nel mirino delle contestazioni, è finita la vicinanza dell’impianto al torrente Nora e alla confluenza con il fiume Pescara, oltre che a centri abitati, scuole e laboratori di produzione alimentare. I timori riguardano i rischi, ambientali e sanitari, che potrebbero scaturire dal deposito, e per i mix potenzialmente inquinanti che si potrebbero creare da un’accidentale miscelazione dei 107 rifiuti pericolosi delle più diverse e disparate tipologie. Osservazioni in Regione contro il deposito sono arrivate anche dalla Coldiretti e stanno per arrivare dal locale movimento di difesa civica di Camillo Sborgia, secondo cui tra i motivi per dire “no” c’è la vicinanza delle case all'impianto, meno di 400 metri, le fogne non collaudate, la mancanza di uno studio dei venti. (g.d.l.)

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