Cercasi badante a Brittoli, ma “non deve essere di colore”

BRITTOLI. «Non deve essere di colore». È la precisazione shock inserita in un annuncio con il quale l'agenzia Adiura di Chieti scalo ha avviato, nei giorni scorsi, la ricerca per una badante da...
BRITTOLI. «Non deve essere di colore». È la precisazione shock inserita in un annuncio con il quale l'agenzia Adiura di Chieti scalo ha avviato, nei giorni scorsi, la ricerca per una badante da affiancare, h 24, a una persona della zona di Brittoli.
Il post, poi rimosso dalla pagina Facebook dell'agenzia che si occupa di assistenza domiciliare integrata, ha inevitabilmente suscitato l'indignazione generale. Contattata telefonicamente, Valeria Di Cristofaro, titolare di Adiura di Chieti Scalo, che fa parte di un franchising nazionale, ha dichiarato: «Apprendo solo ora il clamore del mio post. La persona che necessita di assistenza ha dei problemi psicologici e ha paura delle persone di colore. Non specificarlo avrebbe reso necessaria una selezione successiva da parte mia».
Ha preso completamente le distanze dall’affiliata la casa madre che, attraverso una nota, ha fatto sapere di dissociarsi totalmente. «L’iniziativa», si legge sulla nota, «presa dal nostro affiliato in piena autonomia, senza consultare né rispettare le linee guida del brand, ha colto la nostra azienda di sorpresa. La nostra politica aziendale si fonda e garantisce i diritti etici e costituzionali, per i quali non esiste nessuna distinzione di sesso, razza, religione o credo politico. Queste forme di comunicazione discriminatorie non ci appartengono in nessun modo e mai ci apparterranno». La casa madre ha annunciato anche di riservarsi «di intervenire tempestivamente a tutela dell’etica e dell’immagine del brand e dei nostri lavoratori». «L'unica distinzione che può essere fatta nel mondo del lavoro è tra chi si impegna di più o di meno», ha commentato il sindaco di Brittoli, Gino Di Bernardo. «Senza mezzi termini, un annuncio di questo tipo fa capire che c'è molto da lavorare sulla cultura minima della convivenza».
Numerose le reazioni. Oltre ai tanti commenti lasciati da utenti che hanno anche segnalato l'annuncio per incitamento all'odio, sulla vicenda è intervenuta l'Anpi Pescara, che attraverso la pagina Facebook si domanda: «Come si fa a pubblicare un annuncio del genere senza battere ciglio? Dobbiamo contestualizzare anche in questo caso oppure possiamo dire che si tratta di una forma di discriminazione e, in particolare, di razzismo? Possiamo chiedere alle agenzie, tutte, di rifiutarsi di pubblicare annunci del genere perché non rispettano i principi costituzionali?».
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