Cerimonia privata per l’attore Bruno Boschi

6 Febbraio 2019

CITTA’ SANT’ANGELO. Ieri è stato il momento dell'ultimo saluto per l’attore Bruno Boschi: una cerimonia strettamente privata nella chiesa di Villa Cipressi, a Città Sant’Angelo, con i familiari e...

CITTA’ SANT’ANGELO. Ieri è stato il momento dell'ultimo saluto per l’attore Bruno Boschi: una cerimonia strettamente privata nella chiesa di Villa Cipressi, a Città Sant’Angelo, con i familiari e solo i suoi amici più cari.
A ricordarlo le parole della moglie Maria Rita Savini, che ha vissuto assieme a lui la grava malattia che l'ha colpito improvvisamente cinque anni fa. «Era uno spirito libero», sottolinea Sabatino Ciocca, un amico, collega e regista teatrale che era stato a visitarlo spesso negli ultimi tempi. «Da tanto non stava bene, si era operato al bacino, ma il suo fisico era parecchio debilitato e probabilmente non ha resistito all'ultima influenza».
Ciocca lega gli ultimi anni di Boschi alla difficile situazione della cultura: «È stato un paria, uno dei tanti attori bravissimi che poi decidono di abbandonare tutto, non aveva più legami con il mondo del teatro: la situazione culturale abruzzese è molto ristretta, e anche questo non lo ha aiutato».
Ad incidere sull’isolamento probabilmente anche le sue convinzioni politiche, anche se mai espresse in modo evidente o clamoroso. Di lui resterà comunque a lungo il ricordo della sua passione per la recitazione e per gli spettacoli del Teatro Minimo Angolano. Risale invece al 1969 la sua prima produzione e regia, realizzata in collaborazione con un ragazzo allora diciassettenne che poi diventerà uno dei maggiori compositori musicali di teatro, Germano Mazzocchetti. Boschi ha poi lavorato con le compagnie e i registi teatrali più prestigiosi d’Italia.
Tra gli ultimi impegni di Boschi, una collaborazione con i bambini delle scuole per una rappresentazione del Piccolo Principe, che venne rappresentata al Teatro comunale di Città Sant’Angelo. (p.d.s.)