Cervi, centomila firme contro gli abbattimenti Scatta il sit-in all’Aquila

Domenica 19 associazioni protestano in piazza Margherita E D’Amico interviene contro Marsilio e il vice Imprudente
L’AQUILA. Centomila firme contro la delibera della giunta regionale che autorizza l’abbattimento di 469 in Abruzzo a partire dal 14 ottobre prossimo. Il numero record di adesioni raggiunte sulla piattaforma on line Change.Org ha spinto 19 associazioni animaliste a promuovere un sit-it di protesta per domenica prossima all’Aquila.
E il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Luciano D’Amico, interviene contro il presidente della giunta, Marco Marsilio, e il suo vice, con delega alla caccia, Emanuele Imprudente.
Hanno aderito alla protesta in piazza, oltre al Wwf Abruzzo, le associazioni Altura, Animalisti Italiani, Appennino Ecosistema, Cai Abruzzo, Dalla Parte dell’Orso, Enpa, Gadit – Guardie ambientali d’Italia Abruzzo, Guardie ambientali Italicum – Roseto degli Abruzzi, Guide del Borsacchio, Italia Nostra Abruzzo, Lav Pescara, Lega Italiana dei Diritti degli Animali Teramo, Lega Nazionale del Cane - Animal Protection, Lipu Abruzzo, ProNatura, Rifiuti Zero Abruzzo, Salviamo l’Orso e Tutela Animali Invisibili.
L’appuntamento nel capoluogo regionale è per le 10.30 di domenica, in piazza Regina Margherita Durante il sit-in vi saranno interventi dei rappresentanti delle associazioni, ma anche del mondo turistico, scientifico e culturale della nostra regione.
«Spiace che fino ad oggi il presidente Marsilio non abbia voluto ascoltare le tantissime voci che si stanno levando dentro e fuori regione contro la scelta di abbattere i cervi», sottolinea Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo, rimarcando le 100mila firme. Mentre D’Amico sferra il suo attacco politico, garbato e incisivo.
«Sostenere che l’abbattimento di 469 cervi sia una risposta per i disagi degli agricoltori significa prendere in giro prima di tutto questi ultimi», afferma il leader del Patto per l’Abruzzo. «L’impiego di piani di abbattimento non è mai utile a ottenere risultati soddisfacenti, né in termini di riduzione dei danni all’agricoltura, né tantomeno di riduzione del rischio di incidenti stradali. La tutela degli agricoltori», continua D’Amico, «dev’essere il frutto di un’azione integrata che parta, anzitutto, da un’adeguata attività di congruo e rapido indennizzo dei danni, passando da un’analisi puntuale, nelle diverse aree critiche, delle possibili ed efficaci misure preventive. Basta rivolgersi a qualsiasi agricoltore ed allevatore che conduca la propria attività al di fuori dalle aree protette per verificare quanto sia lenta e inadeguata la procedura di indennizzo e quanto poco la Regione abbia investito in termini di tutela delle colture dalla fauna selvatica, e nulla sia stato fatto dalla giunta Marsilio in termini di prevenzione e mitigazione del danno. Lo stesso dicasi», aggiunge, «per scongiurare gli incidenti stradali attraverso un’analisi rigorosa dei tratti di strada più a rischio ed avviare con urgenza progetti di tutela degli automobilisti attraverso recinzioni, sottopassi, dissuasori, con la collaborazione di aree protette, Province, Anas e Comuni».
Per D’Amico: «La delibera di giunta evidenzia solo l’interesse venatorio del provvedimento, rivolto anche all’abbattimento di cervi adulti con palco sviluppato che soddisfano il gusto estetico dei cacciatori». E ancora: «La ricostruzione storica dei dati di conteggio della popolazione del cervo è frammentata ed incompleta. Nei paesi dove la caccia al cervo ha una lunga e consolidata tradizione (l’Abruzzo non ce l’ha), infatti, non sarebbe minimamente pensabile cacciarlo senza una perfetta organizzazione territoriale, che comprenda le “case di caccia”, dei luoghi di conferimento e di valutazione degli animali abbattuti, che sono alla base della valorizzazione dei capi stessi. Le carni di questi animali devono necessariamente seguire una filiera di tracciabilità e di requisiti igienico sanitari che partano dalla possibilità che i cacciatori abbiano a poca distanza dai siti di abbattimento un Centro di Sosta. Ma l’Abruzzo ha un triste e pesantissimo record negativo. La nostra Regione», rimarca D’Amico, «è del tutto sprovvista di Centri di Sosta, come previsti dalla normativa vigente. Il Piano, così fatto e frettolosamente attuato», conclude, «rappresenta ancora una volta l’ennesimo regalo al mondo venatorio, che finirà per nuocere all’immagine dell’Abruzzo, la Regione verde d’Europa». (l.c.)

