Cervi, già raccolte migliaia di firme

Parte la petizione on line del Wwf contro l’abbattimento di 469 capi deciso dalla giunta: 6.435 adesioni nel primo giorno
PESCARA. «La natura si ammira, non si uccide!». È questo lo slogan scelto dal Wwf Abruzzo per lanciare una raccolta di firme on line contro la delibera della giunta Marsilio che autorizza l’abbattimento selettivo in regione di 469 cervi a partire dal prossimo 14 ottobre e fino al 15 di marzo 2025.
Tra la strada del ricorso al Tar, che non è da escludere, e quella del movimento d’opinione, l’associazione ambientalista, guidata in Abruzzo da Filomena Ricci, ha scelto la seconda. Ed è stato come sfondare una porta aperta oppure tirare un rigore a porta vuota. Già nel primo giorno, infatti, le adesioni sono subito schizzate verso l’alto: alle 10 di ieri erano 2.500, salite a 5.000 a metà pomeriggio per raggiungere quota 6.435 alle 22. Non solo.
«In queste ore non faccio altro che rispondere a telefonate di cittadini e mail di associazioni che vogliono aderire alla nostra iniziativa popolare», afferma per telefono la delegata Ricci. Dal canto suo, Emanuele Imprudente, vicepresidente della giunta con delega alla caccia, risponde con un laconico: «Me lo aspettavo. Ma vado avanti».
Con una delibera di giunta dell’8 agosto scorso, la Regione ha approvato l'abbattimento di circa 500 cervi che sarà effettuato da cacciatori abilitati e avverrà in due Comprensori regionali ricompresi nei territori degli Atc Avezzano, Sulmona, Subequano, L’Aquila e Barisciano ed al di fuori delle aree protette e delle aree ad esse contigue. Forte del parere favorevole dell’Ispra (L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e della relazione della DreAm, società toscana di consulenza, che ha luglio ha certificato i danni arrecati dai cervi all’agricoltura ed ha conteggiato il numero di incidenti stradali causati dagli stessi, l’assessore Imprudente non è neppure sfiorato dall’idea di fare dietrofront, come invece accadde dieci anni fa ad un’altra giunta regionale di centrodestra. Il Wwf accetta la sfida e punta a raggiungere in poco tempo le 50mila firme.
«“Fermiamo la strage dei cervi in Abruzzo», è il titolo che spicca sulla pagina della piattaforma di Charge.org riservata alla raccolta di firme. L’immagine di un cerbiatto, scattata in Abruzzo da Sefora Inzaghi, colpisce l’immaginario collettivo. E, subito sotto, c’è il testo che accompagna la petizione. «Una decisione che lascia davvero attoniti, sia sul piano naturalistico che su quello emotivo», scrive il Wwf.
«Per accontentare un piccolo gruppo di cacciatori, verso i quali presidente e vice-presidente della Regione Abruzzo manifestano una sempre maggiore sudditanza, si abbandona impunemente la visione di un Abruzzo capace di convivenza con la fauna selvatica e, soprattutto, si tradisce un modello di educazione ambientale e di tutela della biodiversità faticosamente delineato negli anni. In Abruzzo», sottolineano gli animalisti, «alcuni paesi hanno costruito sulla presenza dei cervi la propria immagine identitaria e ne hanno fatto un motivo di promozione turistica. Per tutti i cittadini e i visitatori del territorio abruzzese questi animali rappresentano un patrimonio della nostra terra e sono il simbolo stesso della natura che regna in questi luoghi e che rende la nostra regione conosciuta e apprezzata ovunque: non sono bersagli per i cacciatori! I cervi hanno il diritto di poter continuare a vivere tranquilli e tutelati sulle nostre montagne».
Infine le richieste rivolte a Marsilio e al suo vice: «Chiediamo alla Regione Abruzzo di revocare la delibera, di abbandonare l’idea del prelievo selettivo al cervo e di aprire un tavolo di confronto che porti a valutare e intraprendere altre soluzioni per limitare i danni all’agricoltura e il rischio da impatto con autoveicoli». (l.c.)

