Cervi, oltre 21mila firme contro la caccia

21 Agosto 2024

Decolla la petizione lanciata due giorni fa dal Wwf contro l’abbattimento di 469 capi in Abruzzo

PESCARA. Decolla in appena due giorni la raccolta di firme del Wwf abruzzese per fermare l’abbattimento di 469 cervi in Abruzzo deciso dalla Regione.
Alle 23 di ieri la piattaforma on line Charge.org, infatti, segnava il numero di 21.631 adesioni. Il fronte del no si estende di ora in ora con un ritmo esponenziale, così come si amplia la platea di chi vuole intervenire. Lo ha fatto ieri Nicola Sichetti, presidente della Cia Abruzzo che, a differenza della Coldiretti, non si mostra convinto della soluzione adottata dalla giunta regionale su proposta del vice presidente, Emanuele Imprudente.
«Comprendiamo l’urgenza di adottare misure che garantiscano la tutela delle colture agricole, spesso messe a rischio dalla crescente popolazione di cervi e altri ungulati», dichiara il presidente della Confederazione italiana agricoltori, «ma è fondamentale trovare un bilanciamento tra la necessità di proteggere il lavoro dei nostri agricoltori e quella di preservare la fauna selvatica. Restiamo a disposizione», aggiunge Sichetti, «per collaborare con le autorità competenti al fine di individuare soluzioni che siano al tempo stesso efficaci e rispettose dell’ecosistema regionale». È invece tranchant, al limite dell’offesa verso una figura istituzionale, il presidente regionale di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, padre del sindaco di Trasacco, finito in cronaca pochi giorni fa dopo aver presentato una denuncia ai carabinieri per essere stato aggredito mentre faceva colazione al bar. Nulla a che vedere però con il caso dei cervi da abbattere per i quali le sue parole contro Wwf e politici che si schierano per il no sono davvero pesanti. Lobene parla di «sacerdoti dell'ambientalismo metropolitano che bloccano ogni iniziativa di buon senso ed in linea con leggi e regolamenti, in barba e in danno dei cittadini danneggiati dagli incidenti stradali, degli agricoltori costretti ad abbandonare la loro attività in vaste aree interne e dei bilanci regionali». E afferma: «Devo ammettere che, leggendo le dichiarazioni dell'onorevole Nazario Pagano contrario alla caccia di selezione dei cervi, le ho attribuite al cocente sole agostano e non già alla totale ignoranza dell'iter procedurale che ha portato la Giunta regionale ad assumere, dopo ben tre anni di studi e consultazioni, questa decisione. È ora di finirla con le grida di dolore lanciate dal Wwf Abruzzo ed esponenti del Pd e 5 Stelle, in cerca del loro quarto d'ora di notorietà sulla decisione della Regione Abruzzo». Per Lobene quindi: «Le azioni introdotte dall'assessore Imprudente ed approvate dalla Giunta regionale vanno nella giusta direzione e trovano la nostra condivisione». (l.c.)