Cessione Oma, no del sindacato alla “vendita spezzatino”

CASTIGLIONE A CASAURIA. No alla separazione del “pacchetto Oma” tra diversi proprietari: è questa la posizione dei sindacati sulle trattative per la vendita delle Officine meccaniche Angelucci che...
CASTIGLIONE A CASAURIA. No alla separazione del “pacchetto Oma” tra diversi proprietari: è questa la posizione dei sindacati sulle trattative per la vendita delle Officine meccaniche Angelucci che hanno la sede legale a Castiglione a Casauria, e che fino a giugno lavoreranno con l’esercizio provvisorio gestito dalla curatela fallimentare.
«Non va fatto lo spezzatino», dichiara Dorato Di Camillo della Fim-Cisl, che ha seguito la vertenza fin dall’inizio, «quello che chiediamo come sindacato, è che la trattativa venga portata avanti per cedere l’azienda nella sua interezza, e che, chi acquista, prenda in considerazione l’intero pacchetto».
Gli stabilimenti che fanno capo alla sede legale di Castiglione hanno circa 330 dipendenti divisi tra Abruzzo e Toscana. In particolare, quando a dicembre è stata concessa la cassa integrazione, 25 erano i lavoratori a Castiglione, 95 quelli di Tocco da Casauria, e 42 quelli di Bussi sul Tirino impiegati nella manutenzione della, Solvay.
«Siamo convinti che la cessione dell’intera azienda sia la strada migliore da percorrere per garantire gli attuali livelli occupazionali», aggiunge Di Camillo, «qualsiasi progetto di rilancio della Oma deve tenere conto di tutti i lavoratori oggi impiegati. Allo stesso tempo ci auguriamo che in questi giorni possano essere consolidati rapporti con i committenti, in modo da rendere ancora più appetibile l’acquisto della Oma».
Sarebbe almeno tre le offerte concrete arrivate alla curatela negli ultimi mesi, tra le quali ci sarebbe anche quella di una cordata di imprenditori abruzzesi.(a.r.)
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