Cetrullo: mai aiutato dall’amico D’Alfonso

PESCARA. «È evidente che questa indagine è nata dalla politica. L’unica verità, però, è che il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso non mi ha aiutato affatto, anzi se l’avesse saputo prima...
PESCARA. «È evidente che questa indagine è nata dalla politica. L’unica verità, però, è che il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso non mi ha aiutato affatto, anzi se l’avesse saputo prima mi avrebbe sconsigliato di partecipare al bando della Asl per evitare ogni ipotesi di conflitto di interessi». Parla così l’imprenditore Ermanio Cetrullo, 65 anni di Pescara, che ha venduto alla Asl il palazzo di via Rigopiano 85 finito al centro dell’inchiesta.
«Io e D’Alfonso ci conosciamo bene e, alle ultime elezioni regionali, l’ho anche sostenuto con un contributo regolarmente fatturato ma, in questa storia, lui non c’entra affatto», dice Cetrullo. Nelle oltre 5 mila pagine degli atti di indagine, la polizia parla del rapporto di conoscenza tra Cetrullo e il presidente della Regione (non indagato): «Il contributo elettorale a D’Alfonso l’ho dato ancora prima del bando della Asl. E», continua l’imprenditore a capo della Pmc, «sono le date a dire che il presidente è estraneo: la procedura della Asl è iniziata quando alla Regione c’era ancora Gianni Chiodi. Non capisco come D’Alfonso avrebbe potuto aiutarmi».
Cetrullo, assistito dall’avvocato Augusto La Morgia, è certo che non il caso non arriverà a processo: «Ho fiducia nella magistratura e sono convinto che il magistrato si renderà conto che non ho commesso alcun reato. Io ho partecipato a un bando e chiunque avrebbe potuto farlo. L’inchiesta poggia su elementi che non reggeranno». Cetrullo va avanti e parla dell’operazione immobiliare con il punto di vista del privato: «Con il senno di poi, ho sbagliato a vendere il palazzo alla Asl: avevo tre trattative avviate con altrettanti imprenditori edili e avrei potuto ottenere tra 10 e 15 appartamenti. Se avessi seguito questa strada, avrei guadagnato sicuramente di più e pagato anche meno tasse: mi sono pentito di aver venduto alla Asl».
L’imprenditore, che ha acquistato l’immobile nel 2012 a 900 mila euro e poi l’ha rivenduto alla Asl nel 2014 a 2,8 milioni, parla del guadagno: «Le perizie dicono che l’edificio vale 3,3 milioni. Significa che sono stato bravo io a comprarlo a 900 mila euro e che ho fatto bene il mio lavoro senza alcun aiuto. E comunque ricordo che ho fatto anche 500 mila euro di sconto alla Asl». (p.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

