Champagne e stoffe Quel che resta dell’hotel Rigopiano

Va avanti la bonifica dell’area distrutta dalla valanga Ecoalba ha già recuperato 1.300 tonnellate di legname
FARINDOLA. Bottiglie di champagne, divani, strutture in ferro, resti di lampadari e stoffe spuntano tra il legname e le erbacce che gli operai della ditta Ecoalaba stanno ripulendo e bonificando nella zona di confine di quel che resta dell’hotel Rigopiano. Resti di dolore e morte, immagini di un territorio ferito che sta facendo il possibile per ripartire.
Le operazioni di bonifica dell’area colpita dalla valanga che il 18 gennaio di un anno fa ha ucciso 29 persone tra dipendenti e ospiti del resort proseguono incessantemente.
«Ad oggi l’opera di bonifica ha permesso il recupero di 1300 tonnellate di legnatico nell’area sottostante i resti dell’albergo», spiega l’ingegnere responsabile unico del procedimento Rocco Petrucci. Da qualche giorno gli operai hanno iniziato un minuzioso lavoro per pulire a mano l’area dai rifiuti intorno a quel che resta dell’hotel. Allo stesso tempo sono iniziati i lavori per allestire quello che sarà il cantiere attorno alla struttura alberghiera andata distrutta. Per la Ecoalaba, che a Farindola si occupa anche del servizio di raccolta differenziata, sarà inoltre necessario perfezionare a breve il ripristino delle reti che delimitano la zona inaccessibile dell’hotel e la sistemazione della piazzola di sgombero dove stazioneranno i mezzi d’opera. Fortunatamente il tempo è stato clemente e gli operai specializzati della ditta hanno dovuto far fronte solo a pochi giorni di stop, causa neve.
Complessivamente, è stato calcolato che andranno smaltite circa duemila tonnellate di legnatico, interamente consegnato alle famiglie di Farindola che ne avevano fatto richiesta. Il Comune che ha messo in vendita il legname al prezzo definito simbolico di sei euro al quintale, coprirà le spese relative alle operazioni di bonifica per poi lasciare il resto dei proventi al Comitato familiari vittime di Rigopiano, in favore delle manifestazioni in ricordo delle persone scomparse. Vanno smaltite anche 5.600 tonnellate di macerie e altre 800 tonnellate di cosiddetti rifiuti indifferenziati, perlopiù radici incuneate nel cemento di quello che era il piazzale dell’albergo. Tutti gli inerti recuperati, cioè i resti del resort, saranno conferiti in discarica. Tempo permettendo, labonifica non dovrebbe superare complessivamente i cinque-sei mesi lavorativi e tutto, assicurano ditta e Comune, sarà ultimato nei tempi contrattuali previsti. L’area da bonificare è di otto ettari.

