Che bravo Federico, dalla quarta alla Maturità

28 Luglio 2015

Ammesso per merito all’esame di Stato, ha ottenuto 96 e ora si iscriverà a un’università in America

PESCARA. Tutto è cominciato l’anno scorso, quando frequentò un campo estivo, in una delle più note università americane, Harvard. Un mese e mezzo circa, da fine giugno fino ad agosto, a studiare chimica inorganica. E poi, tornato in Italia, la decisione.

«Voglio andare a studiare negli Stati Uniti». E così, Federico Braga, del liceo scientifico Galileo Galiei, comincia la procedura per l’iscrizione alle università americane (negli Usa prima si fa un esame generale di ammissione e poi si sceglie l’università). E subito viene ammesso in diverse università.

Solo che Federico non frequenta il quinto anno, l’anno fatidico della maturità al liceo, ma è ancora iscritto alla quarta. Dunque, che fa? Come previsto dalla legge, chiede l’ammissione per merito all’esame di Stato. L’unico requisito è di aver conseguita una valutazione di almeno otto decimi, in tutte le materie (o gruppi di materie), in terza, e di almeno sette nei primi due anni (più almeno 8 in condotta in tutti e tre gli anni). Quisquilie, per Federico, visto che non solo possiede il requisito richiesto, ma anche perché nel 2012, come certificato dall’Aistap di Genova, l’Associazione italiana per lo sviluppo del talento e della plusdotazione, Federico è arrivato a prendere 148 nella graduatoria del Q.I., il quoziente intellettivo, quando la media del Q.I. nel mondo ha un range va da 85 a 115. Insomma, un genio Federico, il quale non vuole né perdere tempo, né il treno che gli hanno offerto oltreoceano (anche perché, sennò, per essere ammesso nelle università americane avrebbe dovuto sostenere di nuovo degli esami), e quindi all’inizio del 2015 fa richiesta di poter sostenere quest’anno l’esame di Stato. Una richiesta che viene accolta dal liceo Galilei a febbraio. Dunque, Federico diventa, a tutti gli effetti, come da gergo burocratico, un «abbreviatario».

«E così», racconta la sua esperienza Federico, «da marzo, oltre a seguire l’anno di corso della quarta, comincio a studiare anche il programma di quinta». Un successo, visto che Federico all’esame di Stato, «torchiato» da un’interrogazione di più di due ore, si aggiudica un bel 96 su 100. E ora, per Federico, che ha già viaggiato molto (è stato anche in Cina) e ha ottenuto anche delle certificazioni “Cambridge” di lingua in inglese, si aprono le porte degli Stati Uniti. Per il 14 agosto infatti dovrà essere a Long Island, Stato di New York, per seguire i corsi alla Stony Brook University.

Già, poiché il sogno di Federico, è di «fare ricerca e di diventare, dopo aver preso un Ph.D, un ricercatore in chimica biomolecolare». Niente Italia, dunque, per Federico, figlio di imprenditori pescaresi, «in quanto», fa notare, «negli Stati Uniti ci sono più elasticità e più finanziamenti per la ricerca». Qualche titubanza, è naturale, sulla scelta americana l’ha avuta la mamma, Giulia Di Gianfrancesco.

Ma è stata superata. «Sono combattuta», fa notare, «poiché, da un lato, come mamma, sono dispiaciuta che vada via, e perché immagino che rimanga lì. Ma dall’altro», conclude, «sono contenta poiché Federico è autonomo e indipendente. Inoltre, per noi, è un orgoglio e spero che in America abbia maggiori possibilità e che il merito venga riconosciuto». (VdL)

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