Che festa per l’ingegnere: Campana compie 102 anni

1 Aprile 2023

PENNE. Il brevetto del primo impianto per l’alta tensione da un milione di volt, uno dei quali costruito a Città del Capo; i cablaggi agli aeroporti di Tripoli e Fiumicino; i dissalatori in Arabia...

PENNE. Il brevetto del primo impianto per l’alta tensione da un milione di volt, uno dei quali costruito a Città del Capo; i cablaggi agli aeroporti di Tripoli e Fiumicino; i dissalatori in Arabia Saudita; gli impianti per la produzione di acido solforico a Crotone. Sono progetti che portano la firma di un abruzzese illustre, l’ingegner Fernando Campana, direttore generale delle aziende Montecatini (poi Montedison) in pensione dal 1985, di origine chietina ma residente a Penne. Due giorni fa ha compiuto 102 anni e domani festeggerà con il suo dolce preferito, la zuppa inglese, e spegnerà le candeline insieme a tutta la famiglia, i figli Paolo, vice presidente di Confindustria, Marina, biologa e docente di matematica, e Giovanna, titolare di una azienda agricola a Loreto e i nipoti, Cecilia, Tatiana e Fernando. Un altro nipote, Gianmaria, non c’è più. «Mio padre ha un carattere determinato, è un uomo che ha sempre aggredito la vita e la ama profondamente come ha amato mamma fino alla fine dei suoi giorni, anche lei centenaria», rivela la figlia Marina Campana Magno, moglie dello scomparso avvocato pescarese Galliano Magno, figlio di Pasquale Galliano Magno, lo storico legale civilista che difese la vedova di Giacomo Matteotti al processo teatino del 1926, «ha fatto la storia del nostro territorio pur vivendo molto all’estero, o comunque fuori dell’Abruzzo, per lavoro. La sua mente lucida non smette mai di progettare, la sua ultima creatura è un macchinario per asciugare la sansa, da donare all'azienda di mia sorella che gestisce un frantoio. Mio padre, uomo di profonda cultura e dotato di grande sense of humor, è stato direttore generale della Marini Galileo a Milano, attraverso la quale ha firmato il brevetto per cavi dell'alta tensione da un milione di volt, poi venduto all’americana Westing House. Ha diretto i cablaggi di Fiumicino e con la multinazionale Gie ha realizzato impianti anche alle Hawaii. Ha lasciato il lavoro al vertice della carriera mentre preparava i dissalatori in Arabia, ma in famiglia non parlava mai dei suoi progetti».
Fernando Campana nacque a Chieti il 30 marzo 1921, ultimo di quattro figli dell’ispettore regio, Francesco Paolo e Vittoria Paciocco, dirigente scolastico. Prima di laurearsi in Ingegneria, studiò al liceo Gianbattista Vico dove conobbe il grande amore della sua vita, di due anni più grande, Francesca Romana Stirpe, figlia del generale Angelo Stirpe, che abitava sotto i portici di Chieti, aiutante di campo del re Umberto. Galeotta fu una lezione di matematica da ripassare insieme: «Mio padre la corteggiò per un periodo e poi le disse: signorina la voglio sposare e passare con lei tutta la vita». Convolarono a nozze nella cappella del Quirinale e rimasero insieme per 82 anni fino alla morte di Francesca avvenuta il 30 dicembre 2020, lo stesso giorno in cui si sposarono nel 1942. La coppia ha vissuto condividendo passioni, tra cui il nuoto e la bici e mentre Fernando si allenava con gli istruttori della Farnesina Francesca faceva percorsi di guerra.