Che Natale sarà? Ecco il probabile scenario

Il Governo deciderà entro il 3 dicembre «senza mortificare affetti e consumi». Ma non darà il liberi tutti
L'AQUILA . Poco più di un mese al Natale. Ma come saranno le festività dell’era Covid? Niente baci, abbracci, cenoni allargati e tombolate. Si potrà cenare e pranzare insieme la Vigilia e il 25 dicembre, ma con pochi intimi e rispettando le regole: mascherine e distanze. E se la curva del virus si sarà appiattita, cesserà il coprifuoco dalle 22 alle 5. Questo l’orientamento del Governo, che viaggia comunque sull’onda della prudenza. Con molta probabilità sarà il prossimo decreto a stabilire se gli abruzzesi, come tutti gli italiani, potranno festeggiare con i parenti di primo o secondo grado.
NATALE A DISTANZA. Sono molti 40 giorni per poter prevedere come festeggeremo il Natale, ma il “dossier” dei cenoni e dei veglioni già preoccupa e Governo, che si interroga sulle prossime misure da adottare.
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ne ha parlato in più occasioni, lasciando intendere quale sarà la linea che accompagnerà le feste natalizie. L’idea che trapela è che, con prudenza e senza allargare troppo le maglie, «qualche allentamento ci sarà».
Certo è che non si potrà festeggiare il Natale come da tradizione, con lunghe tavolate in famiglia, parenti e amici al seguito, cenoni e giochi di società. Tutto andrà ricondotto ad un livello di attenzione proprio dello stato di emergenza sanitaria in atto.
CENONE PER POCHI INTIMI. Le famiglie potranno riunirsi il 24 dicembre, per il cenone della Vigilia, e per il pranzo del 25? Stando alle indicazioni del Governo sì, ma saranno festeggiamenti «per pochi intimi»: i commensali dovranno sedere a tavola distanziati e utilizzare, nelle pause del pranzo o della cena, la mascherina. Il Governo punta anche a cancellare o ridurre il coprifuoco dalle 22 alle 5. Il Dpcm natalizio potrà contenere, inoltre, una raccomandazione sul numero massimo di persone a tavola, anche se il Governo ancora non si esprime sulla volontà di decidere «per decreto» se gli italiani potranno festeggiare con i parenti di primo o secondo grado.
NIENTE TOMBOLATE. Non ci saranno baci e abbracci. Ma il Governo spera che il Natale possa portare «un po’ di serenità» e che l’economia «possa marciare a pieno regime».
È chiaro che, se non saranno autorizzate tombolate e reunion allargate, va tutelato il «Natale dei bambini», con un clima che consenta ai più piccoli di godere serenamente dei giorni di festa. E allora, c’è chi già pensa ad acquistare i regali in anticipo – la tendenza dice che quest’anno a fare la parte del leone saranno le piattaforme di acquisto on line – e a mettere da parte i doni da far trovare sotto l’albero, soprattutto per i più piccoli.
NO AL LIBERI TUTTI. In vista del nuovo Dpcm, da scrivere entro il 3 dicembre, il braccio di ferro tra chi è a favore di un allentamento delle maglie e la fronda dei rigoristi, è pronto a ripartire.
Per il ministro della Salute, Roberto Speranza «è troppo presto per valutare regole e allentamenti». Tra messe, tavolate e shopping, il Governo teme che il periodo natalizio porti con sé una nuova crescita del virus. La cautela è d’obbligo e Conte ha già fatto sapere che «non sarà un liberi tutti».
Evitare misure più restrittive è possibile, purché dicembre non diventi «una catarsi liberatoria». Il Governo è alla ricerca di una formula che consenta «di non mortificare affetti e consumi», tutelando però la salute. «Non solo scambio di doni, ma raccoglimento spirituale», le parole del premier Conte. Il Natale, in fondo, è anche questo. (m.p.)

