Che vita da incubo a Rancitelli «Lo Stato? Qui è sempre assente»

28 Febbraio 2016

Cittadini esasperati dal degrado delle abitazioni e dalla presenza di abusivi e delinquenti Spaccio di droga, furti e caos in piena notte. E pitbull lasciati in strada. M5S: intervenga il prefetto

PESCARA. Vivere a pochi metri da una caserma dei carabinieri non è sempre rassicurante. Non lo è per i cittadini onesti di via Lago di Borgiano che da anni devono sopportare di tutto, dentro e fuori casa: spaccio di droga a ogni ora, occupazioni e allacci abusivi ai contatori di acqua e luce, pitbull che scorrazzano come se nulla fosse. Per non parlare, poi, dell'abbandono delle case popolari e delle aree pubbliche.

In questo angolo di Rancitelli il degrado ha radici profonde e lontanissime perché «le nostre case sono state realizzate 38 anni fa ma non c'è mai stata la manutenzione, neppure dopo il terremoto, che ha provocato danni anche qui», racconta una delle inquiline chiedendo di mantenere l'anonimato. «Ma il problema non sono solo le case. Qui manca l’integrazione, siamo sottomessi ai nostri vicini che vivono spacciando droga, lasciano i pitbull liberi, gettano la spazzatura in strada, entrano ed escono a tutte le ore, rumorosamente, impedendoci perfino di dormire». «Vivono nell’illegalità, si derubano a vicenda, nelle case, e arrivano a vendere ad altri abusivi gli alloggi dell’Ater, che non sono loro», dice un’altra donna. Fanno tutto con una certa strafottenza, disturbando chi vorrebbe stare tranquillo. «Noi abbiamo paura», spiegano le inquiline del civico 14, «e non possiamo chiamare nessuno perché qui non intervengono più, c'è uno scaricabarile continuo. Le periferie vanno aperte alla città, non chiuse: nella nostra zona bisogna creare movimento, far arrivare gente attraverso l'attivazione di alcuni uffici, e far sentire la presenza dello Stato».

In questa strada dimenticata da tutti gli enti pubblici, i cittadini per bene hanno talmente paura che «una donna ferita da un pitbull ha evitato di sporgere denuncia perché temeva di subire ritorsioni violente, come l'incendio dell’auto», e un'altra è stata costretta a tacere perché quando ha provato a intromettersi in una discussione «si è avvicinato un tipo con un martello e mi ha detto di farmi i fatti miei», racconta. «È possibile che qui non si possa mettere qualcuno a controllare?», si chiedono le donne che ora hanno deciso di uscire allo scoperto e denunciare, dopo anni di silenzio. «Più passa il tempo e più fa schifo. Ma noi siamo stanchi di sopportare e di pagare. Per la pulizia versano il dovuto solo 8 famiglie su 28 e per la spazzatura e l'acqua ho ricevuto bollette tra i 270 e i 380 euro, ma a casa mia lavora solo mio marito e ho tre figli a carico», dice un'altra inquilina del civico 14, tra i più a rischio.

Anche gli sfratti degli abusivi eseguiti negli ultimi giorni hanno lasciato un po' di amaro in bocca, perché davanti ai portoni del numero 14 e del 18 ci sono ancora i mobili di chi è andato via, mentre l'atrio del 18 è tuttora annerito dal fumo dell'incendio di motorini avvenuto a Natale 2010 nell'androne, dove nessuno si è occupato dei danni del rogo. A poco o nulla è servita la buona volontà di un inquilino che, per tutelare e abbellire questo palazzo, ha recintato l'androne e sistemato delle mattonelle nell’atrio. Ne sa qualcosa della pubblica amministrazione che non funziona anche il parco creato dal Comune sotto questi palazzi, dove i rifiuti abbondano in ogni angolo e la manutenzione è solo un vaghissimo ricordo. Ha provato ad occuparsene Odorisio D'Antogno, che vive a fianco all’area verde, dove ha un circolo privato, ma poi ha gettato la spugna. Lui ha sempre mantenuto la schiena dritta, non si è mai piegato di fronte alle richieste della malavita né alla cultura dell'inciviltà ma ha deciso di fare un passo indietro perché la situazione era insostenibile.

Raccogliendo lo sfogo amaro dei residenti il consigliere regionale Domenico Pettinari, del Movimento 5 Stelle, ha deciso di chiedere un incontro con il prefetto Francesco Provolo, in collaborazione con parlamentari e consiglieri comunali grillini. «Esigiamo un piano di intervento per i quartieri che vivono l'emergenza sicurezza», ha detto Pettinari durante un sopralluogo. «Servono le ronde delle forze dell'ordine, con l'ausilio dei militari, per controllare la zona minuto per minuto. La presenza della caserma dei carabinieri in questa strada dimostra l'impotenza dello Stato. Vanno sbattuti fuori quei criminali che guadagno circa 600 euro al giorno con la droga e pagano 30 euro di affitto al mese, riconsegnando le case ai cittadini onesti». In via Lago di Borgiano è arrivato anche il parlamentare Gianluca Vacca che ha visto con i suoi occhi come stanno le cose. «Ci vuole un piano organico: bisogna intervenire sulle strutture fatiscenti, garantire ai cittadini la tutela dei loro diritti e serve la presenza delle istituzioni. È un problema di volontà politica, evidentemente questa strada non rientra tra le priorità di chi amministra. Secondo me si può ripartire dalla scuola: in zone come questa servono scuole migliori che altrove».

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