«Chi sporca fiume e mare, paghi i danni»

L’ex deputato prosegue la campagna elettorale e annuncia un piano per fermare l’inquinamento
PESCARA. Prima un piano per ridurre lo smog, illustrato la settimana scorsa. Ora, le proposte per bloccare l’inquinamento del fiume e del mare. Carlo Costantini sta andando avanti con la campagna elettorale e piano piano svela alcuni dei punti che faranno parte del suo programma.
«Ormai da anni», dice l’ex deputato, «i pescaresi e la loro economia turistica sono costretti a fare i conti con la pessima qualità delle acque e con i conseguenti divieti di balneazione. La situazione negli ultimi tempi sembra essere sensibilmente migliorata. Tuttavia, la scarsa qualità delle acque del fiume e del mare continua a costituire una vera e propria emergenza, per la città e per la sua economia».
«Le cause principali dell’inquinamento sono note a tutti», afferma, «e da queste è necessario partire per risolvere alla radice il problema e per evitare che chi dice che bisogna guarire il fiume ed il mare di Pescara continui a non dire come. Dal fiume Pescara arrivano ogni giorno migliaia di metri cubi di reflui di fogna, in larga parte sversati a monte del depuratore di Pescara». «È ciò che emerge dai dati dell’Arta», fa notare, «in base ai quali in alcuni casi l’inquinamento a monte del depuratore di Pescara è superiore rispetto a quello rilevato alla foce. Il fatto che in alcuni casi l’inquinamento a monte del depuratore di Pescara risulti superiore rispetto a quello rilevato alla foce non vuol dire che il sistema di depurazione di Pescara non debba essere potenziato. Né che non esistano scarichi abusivi anche nel territorio del Comune di Pescara, da stanare uno per uno e da chiudere».
«Vuol dire, però», aggiunge, «soprattutto che fino a quando i Comuni che scaricano a monte di Pescara non interverranno con fermezza, ovviamente con il contributo dell’Aca e dell’Ersi, il fiume ed il mare di Pescara resteranno malati. Dei responsabili ha dovuto occuparsene fino ad oggi la sola magistratura penale. Io penso, invece, che debba occuparsene personalmente anche il sindaco di Pescara, puntando dritto al portafoglio di chi, per il proprio lassismo irresponsabile o per convenienza economica, contribuisce alla devastazione del fiume. Tutti quelli che sversano intenzionalmente, o omettono i dovuti controlli sul territorio di propria competenza, devono sapere che, prima ancora di risarcire il danno ambientale e di subire gli esiti di un processo penale, saranno chiamati uno per uno dal sindaco di Pescara a risarcire sul piano personale i danni prodotti all’economia cittadina e all’immagine di Pescara».
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