Chiamano il 118, poi picchiano l’equipaggio

11 Marzo 2024

I sanitari, allertati per un arresto cardiaco, trovano in casa un ubriaco che con altri due aggredisce autista e infermiere 

PESCARA. Una richiesta di soccorso al 118: «Venite, c’è una persona in arresto cardiaco». E dalla centrale operativa inviano immediatamente, a Zanni, un’ambulanza medicalizzata con autista, medico e infermiere.
Ma una volta sul posto l’equipaggio scopre che la situazione è meno grave di quella segnalata, perché il paziente è semplicemente ubriaco. Talmente ubriaco, però, che rifiuta qualsiasi trattamento e inizia a prendersela con i soccorritori saliti in tutta fretta a casa sua per salvarlo. In pochi istanti il clima si fa pesante, perché l’uomo aggredisce verbalmente e fisicamente l’autista e l’infermiere, afferrando il primo da un braccio e tentando di storcergli il polso, mentre il medico è tornato già in ambulanza per aggiornare la figlia delle condizioni dell’uomo.
È successo ieri, intorno alle 19. Momenti di tensione a cui i due, vista la situazione, cercano di mettere fine guadagnando l’uscita. Ma nel frattempo, richiamati dalle urla del padrone di casa, arrivano il figlio e l’amico di quest’ultimo, entrambi maggiorenni, che iniziano a dargli manforte. Autista e infermiere cercano in tutti modi di sottrarsi a quella rabbia ingiustificata e fanno per scendere le scale. Ma è in quei frangenti che si scatena la follia: i tre, senza alcuna ragione, aggrediscono i due che erano andati a salvare il presunto infartuato. Colpiscono l’autista, R.D.A. 45 anni, alle spalle con pugni, calci e spinte, fino a farlo cadere a terra, dove continuano a picchiarlo. E poi se la prendono con l’infermiere 40enne, A.P., intervenuto a difesa del collega. A fatica, i due riescono comunque a rientrare in ambulanza, e una volta al riparo, in quelle condizioni di dolore e spavento, raggiungono il pronto soccorso dove per oltre due ore vengono sottoposti a tutte le cure e agli accertamenti del caso. Intanto a Zanni, dopo la segnalazione dei sanitari, è già arrivata la polizia e lo stesso questore Carlo Solimene chiama i due pubblici ufficiali rimasti vittime dell’aggressione. Per i tre scatta la denuncia.
«In venti anni di servizio non mi era mai capitato un episodio del genere, qui a Pescara», commenta Enrico Di Sigismondo, coordinatore del 118 di Pescara. «Ma non può succedere», continua, «che l’equipaggio che va sul posto per salvare una persona, finisca per essere picchiato. Non possiamo rischiare la vita per salvare chi non vuole il nostro aiuto. È una cosa gravissima, anche perché per intervenire sull’arresto cardiaco che ci avevano segnalato, mentre si trattava di un ubriaco, abbiamo sottratto l’ambulanza medicalizzata a potenziali interventi per situazioni realmente gravi. E non è giusto per nessuno. Né per noi né per la collettività».
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