Chiazza di gasolio nel fiume «Ora mettete le telecamere»

Gli ambientalisti lanciano l’allarme: è il secondo episodio in pochi giorni Indagini di capitaneria e forestale, l’Arta fa prelievi sulla macchia maleodorante
PESCARA. L'odore intenso di gasolio avvertito fin dal ponte Risorgimento e una chiazza (foto) cangiante, estesa e maleodorante che riempie il fiume Pescara per circa 45 minuti fa scattare il campanello d'allarme tra gli attivisti del Forum H2O. Quello che gli ambientalisti definiscono «il secondo sversamento abusivo di idrocarburi nel giro di pochi giorni», prontamente filmato e postato sui social, li spinge a segnalare l'accaduto al Corpo forestale dello Stato e alla Capitaneria di porto. I sopralluoghi a terra e in battello, nel primo pomeriggio di ieri, si concludono con il prelievo di alcuni campioni d'acqua per farli analizzare dai laboratori dell'Arta, l'Agenzia regionale per la tutela ambientale. I risultati saranno pronti non prima di dieci giorni. «Non ci sono controlli lungo gli argini», denuncia Augusto De Sanctis della segreteria del Forum H2O, «se in piena città, di giorno, qualche delinquente riesce a fare tutto ciò, immaginiamo che cosa può accadere di notte lungo questo fiume martoriato. Bisognerebbe innanzitutto chiudere gli accessi dalle strade sterrate a monte, per evitare che chiunque possa avvicinarsi per buttare chissà che cosa in acqua. E sarebbe opportuno anche dotarsi di telecamere e foto trappola. Non sappiamo più che fare, oltre a manifestazioni, denunce, dossier. Continueremo nella nostra azione di sensibilizzazione e denuncia, ma non vediamo segnali di cambiamento reali». Ad accorgersi della presenza di gasolio nel fiume, ieri alle 13,30, è stato Alberto Corraro dell'Adiconsum che ha prontamente avvertito l'ambientalista De Sanctis del Forum H2O. La segnalazione al 1515 è stata registrata intorno alle 14, ma già venerdì 9 gli attivisti avevano segnalato un altro sversamento simile all'altezza della Pescarina. Le forze dell'ordine invitano alla prudenza. La Forestale, guidata dal commissario Annamaria Angelozzi, a un primo esame visivo tenderebbe a escludere fonti evidenti di inquinamento e a motivare la patina lungo il fiume con eventuali perdite da parte di piccole imbarcazioni. La Capitaneria, invece, durante la perlustrazione del corso d'acqua, ha accertato la provenienza dello sversamento dalla zona sottostante il ponte di ferro. «In attesa», sottolinea il vice sindaco e assessore al Demanio Enzo Del Vecchio, «di conoscere l'esito dei rilievi e dunque capire di che tipo di sostanze si tratti, il Comune oggi farà ulteriori sopralluoghi per accertare che non ci siano altri scarichi simili. Al momento, ci preme ringraziare i tanti cittadini che ci hanno subito segnalato la situazione».

