Chiede aiuto ma non sa dire dove si trova

Enrico Natali, 66 anni, ha perso l’orientamento e ha telefonato ai carabinieri. Ricercato fino a tardi anche con i droni
PESCARA. L’ultima telefonata di Enrico Natali, 66 anni, pensionato pescarese scomparso da giovedì notte e affetto da una patologia degenerativa che spesso gli fa perdere l’orientamento, è arrivata ai carabinieri di Pescara, alle 10.15 di ieri: «Mi fa male la gamba, sono bloccato a terra, non posso muovermi, sono caduto in una scarpata. Vedo i tralicci e una casa grigia col tetto rosso». Poi, la linea si interrompe. Da quel momento dell’uomo, una vita nel settore degli arredamenti, uscito dalla casa (dove vive solo) di strada Cetrullo a Pescara in un’ora imprecisata si perdono le tracce. Scattano le ricerche di carabinieri e vigili del fuoco di Pescara e Chieti, protezione civile, unità cinofile. Contemporaneamente, alle 12.50 di ieri, la figlia Alessia lancia l’allarme sui social: «Ho bisogno del vostro aiuto», scrive la ragazza, «questa mattina mio padre é uscito di casa. Dall’ultima chiamata fatta é caduto in una scarpata, é intrappolato nei rovi e non riesce ad alzarsi. Vede campagna attorno a sè, tralicci e in lontananza una casa grigia con tetto rosso. Non sente macchine passare. Presumiamo sia in zona Colle Renazzo, San Giovanni. Risponde al nome di Enrico. É stata fatta denuncia lo stiamo cercando. Aiutatemi vi prego, non sta bene!». La figlia riferisce che il padre «intorno alle 8 del mattino», aveva parlato al telefono con l’ex moglie, Vienna, alla quale, però, «non ha accennato di essersi perso». Per cui passano ancora due ore, prima che l’uomo, forse stremato dal freddo e impaurito, riesca a comporre, chissà come, un numero di emergenza a cui rispondono i carabinieri di via D’Annunzio. La cella del telefonino viene agganciata nella zona di via Solagne a Sambuceto, perlustrata palmo a palmo dai soccorritori, anche con l’ausilio degli elicotteri dei vigili del fuoco, fino alle 16.30. Intorno alle 19, quando è già buio fitto e la temperatura scende di diversi gradi, il centro di coordinamento delle ricerche si sposta a Fontanelle alta, tra strada vicinale Villamagna e strada Colle Orlando. Anche il Centro segue le ricerche dello scomparso con gli uomini del soccorso che si riscaldano sorseggiando thè caldo. È zona impervia che brulica di tralicci e tetti con le tegole rosse. Nel paesaggio selvaggio e silenzioso, viene allestito il campo base. Sono momenti cruciali gestiti dal comandante della compagnia carabinieri di Chieti, Massimo Capobianco e dal comandante della stazione carabinieri Pescara Pierluigi Lupo. C’è anche Luigi Sicignano, comandante della stazione carabinieri di Sambuceto. Alle 20 si attende l’arrivo di due droni dall’Aquila e da Roma, mentre in piazza Italia il capitano Antonio Di Mauro, comandante della compagnia di Pescara, fa il punto della situazione con il prefetto Gerardina Basilicata. Natali, secondo alcuni testimoni, viene avvistato più volte nel corso del giorno. Anche da un volontario della protezione civile, che prenderà servizio in serata. Alle 20, il giovane racconta alla figlia del pensionato di averlo incontrato intorno alle 17 nel quartiere San Donato. L’uomo sembra si trovasse nelle vicinanze di una macelleria dove si reca spesso ad acquistare gli arrosticini. Dopo questa segnalazione, alle 20.05, il campo base di Colle Orlando viene in parte smantellato, le ricerche proseguono a San Donato. Mentre i droni sorvolano i cieli di Fontanelle con le telecamere termiche.

