Chiedono di essere svincolati, il caso finisce in Tribunale

Si tratta di 11 atleti tesserati attualmente col Club Aquatico Tra i motivi, le difficoltà ad allenarsi negli ultimi due anni
PESCARA. Sono 11 gli atleti che hanno presentato ricorso per chiedere lo svincolo dal Club Aquatico, associazione sportiva pescarese che offre ai suoi atleti attività natatorie tra cui nuoto e pallanuoto.
Le difficoltà che in questi ultimi mesi sta attraversando il Club Aquatico, tra cui il mancato rientro, almeno fino a questo momento, alle piscine Le Naiadi (almeno ufficialmente, visto che buona parte di loro si allena dopo il tesseramento con Swim Action), sarebbe uno dei motivi che i genitori dei giovani pallanuotisti vogliono far valere, dopo il silenzio-diniego della società, per consentire ai propri figli, dai 14 ai 24 anni, di potersi svincolare dall’associazione. A seguire gli undici atleti in questo iter che dovrebbe concludersi davanti al tribunale federale intorno a metà ottobre, è l'avvocato Claudio Croce. Tra i motivi del ricorso, che segue la scelta di lasciare fatta già da tre membri dello staff, oltre a delicate motivazioni al vaglio del Tribunale, ci sono i disagi patiti negli ultimi due anni da atleti e famiglie. Ciò che lamentano è che, a differenza di altre società che si sono trovate ad affrontare il medesimo problema delle Naiadi chiuse e che si sono attivate per far allenare le squadre in impianti idonei per giovani atleti impegnati in importanti gare federali, i loro figli abbiano avuto come alternativa la piscina provinciale, dal 2016 in concessione allo stesso Club Aquatico. Impianto però con una profondità di 1,50, ben lontana da quella utilizzata nelle partite ufficiali. E se negli ultimi mesi si è cercato di ovviare al problema dell'accesso in piscina sfruttando il doppio tesseramento con Swim Action, lo stesso non si può dire per le competizioni ufficiali, dove il Club Aquatico deve comparire come tale e fin qui non ha la possibilità di richiedere spazi acqua alle Naiadi. Il perché risiede in una clausola inserita da Regione Abruzzo e da Fira nel regolamento d’uso dell'impianto, che impedisce a chi ha una situazione debitoria con l'Ente o con il gestore, o un contenzioso aperto, di richiedere spazi acqua. Al netto di rassicurazioni e impegni verbali, a oggi tali problemi non sono ancora state risolte e se questo non avverrà prima dell’inizio delle competizioni ufficiali, il Club dovrà trovare una sede alternativa da deputare a campo di casa, come accaduto nel finale della scorsa stagione, quando nonostante Le Naiadi fossero aperte, le varie rappresentative sono state collocate in altre piscine per consentire il regolare svolgimento delle gare. Sarà il tribunale federale a valutare i ricorsi e da questo dipenderà la concessione degli svincoli.

