Chiedono di pagare bolli auto prescritti

Una interpellanza del leghista Angelosante al governatore Marsilio solleva il caso che coinvolge migliaia di abruzzesi
L’AQUILA. Pignoramento di beni mobili, dello stipendio, della pensione oppure il fermo amministrativo dell’auto. Centinaia, se non migliaia di ingiunzioni di questo tipo sono state recapitate a cittadini abruzzesi morosi. Automobilisti che non hanno pagato il bollo del proprio veicolo. Ma il caso è finito all'attenzione del governatore, Marco Marsilio, e dell'assessore regionale alle Finanze, Guido Quintino Liris.
A sollevarlo, con un’interpellanza da discutere in consiglio regionale, è stato il leghista Simone Angelosante, consigliere regionale e sindaco di Ovindoli, perché si tratterebbe di bolli non pagati ma ampiamente prescritti. «Considerato che la società Soget Spa sta recapitando a numerosi cittadini cartelle/ingiunzioni di pagamento aventi per oggetto il recupero della tassa automobilistica per gli anni 2011-2012, e che dalle stesse cartelle si evince che gli atti sono stati notificati negli anni 2017/2018, quindi ampiamente oltre il termine di tre anni. E considerato inoltre che nelle ingiunzioni viene minacciato il recupero coatto delle somme attraverso gli strumenti di legge (cioè il pignoramento di beni mobili, stipendio, pensione o le ganasce all’auto, ndr)», Angelosante chiede a Marsilio e Liris se tutto ciò sia legittimo. «E qualora venisse confermata l'illegittimità», continua la sua interpellanza, «quali provvedimenti intende adottare la Regione». Che non è estranea alla vicenda essendo l’ente che ha incaricato la Soget per il servizio di recupero coattivo.
Ad avvalorare la tesi di Angelosante che ci troviamo di fronte a bolli non pagati ma prescritti c’è soprattutto una sentenza, a sezioni unite, della Cassazione emessa nel 2016: la prescrizione del bollo auto scatta se l'accertamento viene notificato dopo il terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto. E dagli atti che il leghista ha allegato alla sua interpellanza si evince le cartelle sono riferite a bolli del 2011 e del 2012 mentre gli accertamenti sono datati 2017/2018. Quindi la scadenza dei tre anni è superata di molto. Ma bisogna anche sottolineare che i ritardi degli accertamenti non dipendono dalla Soget, come precisa l’avvocato del Codacons, Vittorio Ruggieri. È la stessa Regione che deve accertare ma che, evidentemente, non ha rispettato i tempi previsti. Si è creato così un singolare circolo chiuso, ma torniamo all'interpellanza in cui il leghista Angelosante chiede a Marsilio di sapere anche se la Regione «ha espressamente incaricato la società Soget per il recupero delle somme di annualità prescritte o se si tratta di un’iniziativa autonoma dell'ente di riscossione». In questo caso, l'esponente del Carroccio incalza il governatore chiedendogli anche se intende procedere con una diffida alla Soget per tutelare i cittadini abruzzesi raggiunti da ingiunzioni illegittime. Che, sempre a detta dell'avvocato Ruggieri, sarebbero migliaia. «Io stesso», afferma il legale, «con l'associazione che rappresento, me ne sono occupato a lungo scoprendo che in Abruzzo le ingiunzioni illegittime sono davvero numerose».
Sulla vicenda è peraltro intervenuta, proprio sulla spinta delle proteste del Codacons, anche la Commissione tributaria regionale che ha ribadito, tempo fa, la sentenza delle sezioni unite della Cassazione sulla prescrizione triennale breve, e non decennale che persiste solo nel caso in cui il titolo giudiziario sia divenuto definitivo. Il governatore Marsilio è l'assessore Liris dovranno rispondere in aula al consigliere di maggioranza che spera di ottenere le risposte già nel consiglio regionale fissato per il prossimo 6 agosto.
Accelerare i tempi infatti è importante per evitare che i cittadini, raggiunti da ingiunzione illegittima, soprattutto quelli più anziani, si precipitino a pagare somme che, in realtà, non possono essere più richieste. Né dalla Regione né dalla società incaricata della riscossione coattiva.

