Chiesa bocciata Il Pd: ora Maragno si deve dimettere

MONTESILVANO. «Una perdita gravissima per tutti i fedeli autentici di questa comunità e soprattutto per le nuove generazioni che non hanno spazi per la loro crescita umana e spirituale, per le...
MONTESILVANO. «Una perdita gravissima per tutti i fedeli autentici di questa comunità e soprattutto per le nuove generazioni che non hanno spazi per la loro crescita umana e spirituale, per le famiglie sempre più numerose, per i disabili che non possono accedere per via delle barriere architettoniche alla chiesetta attuale». Così il parroco di Villa Carmine don Paolo Lembo definisce la bocciatura da parte del consiglio comunale del trasferimento della nuova chiesa da via Giovi a via Verdi. In una lettera, il sacerdote evidenzia come la vicenda sia stata oggetto di «forti pressioni politiche» che hanno trasformato una questione tecnica in lotta politica.
Intanto, non si placano le polemiche: «Abbiamo perso un’occasione di sviluppare non solo un centro di culto, ma anche di ampliare i servizi a disposizione della comunità», commenta Adriano Tocco ricordando però come «nella votazione ognuno di noi ha fatto una scelta secondo propria coscienza, senza imposizioni di tipo politico». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mauro Orsini, secondo cui «l’utile scivolone della maggioranza ha un risvolto positivo che va cercato nella libertà di voto dei consiglieri», e Gabriele Di Stefano che evidenzia come «il voto da me espresso è un parere contrario al progetto e non alla maggioranza. Credo che lo scambio dell’area non fosse la scelta più adatta per il quartiere».
A dire che la proposta non aveva le gambe per camminare è il M5S parlando di «contraddizioni tecniche e politiche, inesattezze, imbarazzi e riferimenti poco chiari che ci hanno impedito di votare la proposta». Anthony Aliano sottolinea come, in assenza di progetti, «la fiducia alla cieca non può essere conferita a nessuno, neppure a un sacerdote».
Chiede le dimissioni del sindaco la segretaria del Pd Romina Di Costanzo che parla di «un’amministrazione che naviga a vista» e critica la decisione di «non aver prima coinvolto chi vi risiede». Sarcastico, infine, il commento del segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante: «Più che di una nuova chiesa forse abbiamo bisogno di un esorcista». (a.l.)

