Chieti, pestata in carcere la sorella del killer di Montesilvano

21 Settembre 2017

Vendetta delle donne rom, Sabrina Fantauzzi presa a pugni in faccia da tre zingare

PESCARA. Accerchiata da tre zingare e pestata: presa a pugni in faccia fino quasi a romperle il naso. Vendetta, due giorni fa, nei confronti di una componente della famiglia del presunto assassino. L’aggressione è andata in scena nel carcere di Madonna del Freddo, a Chieti. Nel mirino delle donne rom è finita Sabrina Fantauzzi, sorella di Massimo, detenuta nella casa circondariale a causa di una condanna definitiva per furto, rapina e porto d’armi: le zingare hanno fermato la Fantauzzi in una zona comune del penitenziario e l’hanno colpita a ripetizione. Una, due, tre volte: volevano farle male e l’hanno lasciata in una maschera di sangue. Un’aggressione lampo: a intervenire è stata una agente di polizia penitenziaria, l’unica in servizio, che è riuscita a sedare la lite e a far ragionare le tre donne decise a dare una lezione alla Fantauzzi, “colpevole” di essere la sorella del presunto killer di Antonio Bevilacqua, il giovane rom di 21 anni freddato in un pub di Montesilvano.
Sabrina Fantauzzi è stata assistita dal personale della polizia penitenziaria e portata al Pronto soccorso di Chieti: è stata visitata e curata per un trauma cranico e per una sospetta frattura alle ossa del naso. Dopo gli accertamenti, è stata dimessa: le sue condizioni non sono gravi. Fantauzzi non è tornata a Madonna del Freddo: per evitare altri incidenti, ne è stato disposto l’isolamento in un altro carcere.
Durante l’ultima visita in carcere del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, il 7 marzo scorso, Fantauzzi aveva letto un messaggio: «Si parla tanto e sempre di amnistia, ma alla fine non arriva mai», aveva detto tra gli applausi. (p.l.)