Chiusa la chiesa della pineta devastata da pioggia e grandine

Si sono staccati pezzi di intonaco e controsoffitto. I vigili hanno dichiarato la struttura inagibile Va sistemato tutto il tetto, nel frattempo niente più matrimoni e funerali. Le messe nel piccolo teatro
PESCARA. È chiusa, inagibile. La chiesa Beata Vergine Maria Stella Maris di via Scarfoglio non può essere utilizzata, per i danni provocati dalla grandinata di martedì. I “chicchi” grandi come arance hanno rotto le tegole per cui le infiltrazioni di acqua piovana sono entrate nelle volte, raggiungendo il controsoffitto e facendo staccare pezzi di intonaco e controsoffittature.
«È stato come un terremoto», raccontano il superiore, padre Damiano, e il parroco, padre Giancarlo, che hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e si sono sentiti dire che la struttura è inagibile. Una diagnosi drammatica, che costringe ad interrompere una serie di celebrazioni, dai matrimoni ai funerali.
«È stato come un terremoto», dicono i due rappresentanti della parrocchia tirando le somme dei danni. Ed è accaduto tutto perché «il tetto era già fatiscente». Ora «la chiesa non è più sicura, e per questo va tenuta chiusa». Va quindi messa in moto la macchina che porterà ad eseguire i lavori ma servono somme importanti, per programmare un intervento del genere. «Si dovrà sistemare tutto il tetto», dicono ancora, «e sarà costoso». I due contano «sull’aiuto dei pinetini» e di tutte quelle «persone generose che ci sono vicine». D’altronde parla la storia di questa parrocchia. «All’epoca della costruzione, negli anni trenta, si contavano dalle 70 alle 120 persone che ogni giorno venivano ad aiutare», raccontano padre Damiano e padre Giancarlo.
Si sono organizzati subito, per fronteggiare la chiusura improvvisa e inattesa. Già da ieri viene usato il piccolo teatro attiguo alla chiesa, per celebrare le funzioni religiose, ma non ci entrano più di 80 persone. «E quindi non possiamo ospitare più i matrimoni, per cui abbiamo dovuto avvisare chi aveva già prenotato, e le cresime (previste a ottobre), sono state spostate a San Cetteo». La speranza dei frati minori è che qualcuno prenda a cuore questa causa «e faccia arrivare delle offerte, per aiutarci nella riparazione e tornare a essere pienamente efficienti». Domani, si riunirà il comitato di cittadini della pineta che collabora con la parrocchia per le manifestazioni, annuncia Armando Foschi. Bisogna capire come procedere, anche per l’organizzazione della festa del 3 e 4 agosto.

