Chiusi i negozi in centro: commercianti in ginocchio

11 Marzo 2020

La paura del contagio e le regole restrittive bloccano l’attività di alcuni esercizi I titolari: «Gli affari sono crollati del 70 per cento, a questo punto è inutile aprire»

FRANCAVILLA. Tempi duri per tutti, commercianti compresi. La paura del contagio e le misure sempre più restrittive da parte di enti locali e del governo rischiano di mettere in ginocchio i piccoli imprenditori, che da una settimana sono praticamente fermi. Anche per questo, ma soprattutto per un senso civico e di responsabilità, da ieri mattina molte delle attività disseminate tra la Sirena e Sant’Alfonso hanno deciso di mantenere la saracinesca abbassata. «Una buona fetta di negozi in zona ha chiuso, altri credo che lo faranno a breve», dice Maurizio Nastase, presidente dell'associazione Francavilla centrale che mette insieme una ventina di commercianti, sulle oltre 60 attività presenti in zona, «rimanere aperti adesso è inutile. Gli affari non vanno, si rischia solo di compromettere la salute. A parte i negozi che vendono beni di prima necessità, gli altri preferiscono adottare responsabilità e buon senso».
Nastase però, insieme al suo collega Lorenzo Petrongolo portavoce dei commercianti di Sant'Alfonso, chiede garanzie: «Abbiamo inoltrato al Comune la richiesta di posticipare il pagamento dei tributi locali. Inoltre ci aspettiamo una mano da parte degli istituti di credito, perché se non si lavora non s'incassa e di conseguenza è difficile pagare». Sul punto interviene anche Petrongolo: «Lavoriamo essenzialmente per far quadrare i conti e per poter onorare tutte le scadenze a fine mese. Da una settimana a questa parte gli affari sono scesi di oltre il 70%. La responsabilità collettiva porta molti di noi a chiudere, le istituzioni devono venirci incontro».
La richiesta è stata recapitata all'assessore al commercio Luisa Russo, che dice: «Innanzitutto mi piace rimarcare la scelta della maggior parte delle attività presenti sul nostro territorio, che hanno capito il momento e hanno optato per qualche giorno di stop. Senza dubbio la scelta migliore. Stiamo analizzando la comprensibile richiesta che ci è arrivata, per capire se anche legalmente abbiamo i margini per poterci muovere. Da quello che so, anche il governo sta adottando delle misure per concedere cassa integrazione in deroga, stop al pagamento di mutui, bollette e tributi. Nei prossimi giorni ne sapremo di più». E proprio in tema di responsabilità, rimarcato più volte dai protagonisti dell'iniziativa, una delle tante testimonianze arriva dal negozio Horo fashion store di Elisabetta Scataglini, che ieri mattina ha chiuso le porte affiggendo all'entrata un avviso che spiega come l'attività «rimarrà chiusa fino a nuove disposizioni di legge per tutelare la salute dei clienti e del personale».
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