Chiuso il punto nascita di Penne

Stop ai parti all’ospedale San Massimo: d’ora in avanti si nasce solo a Pescara. Frisa protesta: un colpo alla salute
PENNE. Si chiama Emily e pesa poco più di 3 chili l’ultima nata al punto nascita dell’ospedale di Penne. È nata lo scorso 19 dicembre, due giorni prima che il reparto cessasse di funzionare: da ieri alle 8 il punto nascite del San Massimo è chiuso e si nasce solo all’ospedale di Pescara. Fino al 31 dicembre prossimo, il personale sanitario vestino rimarrà attivo solo a livello ambulatoriale e per assistere casi urgenti.
Si è concretizzata così, dopo tante voci e rinvii, la chiusura del reparto pennese. A nulla sono valsi i cortei di protesta, così come a nulla è servita la richiesta inoltrata dai sindaci dell’area vestina alla Regione Abruzzo di poter mantenere il reparto nascite in base al decreto Lorenzin.
«La chiusura del punto nascite di Penne è un duro colpo alla salute di mamme e nascituri dell'area vestina», afferma il portavoce del movimento per la sanità vestina, Gabriele Frisa, «il governo regionale D'Alfonso ha continuato nell'opera di smantellamento del nostro ospedale iniziata già con l'amministrazione Chiodi. Da venti anni a questa parte il San Massimo paga tagli su tagli. I posti letto dal 1995 ad oggi sono stati più che dimezzati, passando da 220 a circa 95. Anche il punto nascite è stato smembrato poco alla volta. Gli anni scorsi è stato chiuso in estate per diversi mesi e ciò ha fatto sì che il reparto non riuscisse più ad avere il numero dei parti necessari per rimanere in vita. Trovo del tutto incomprensibile l'atteggiamento della politica, soprattutto di quella parte che avrebbe dovuto difendere gli interessi della comunità locale. Il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso e gli altri sindaci dell'area vestina si sono limitati a indirizzare letterine al governo regionale senza farsi valere con i poteri forti. Hanno di fatto avallato le scelte dell'assessore alla Sanità regionale Silvio Paolucci e del presidente Luciano D'Alfonso, dimostrandosi al servizio dei più forti e non dei cittadini. Anche i 21 parlamentari e senatori eletti in Abruzzo non hanno fatto nulla per il San Massimo». Il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin, in risposta all'interrogazione presentata dalla senatrice Sel Celeste Costantini sulla possibilità di deroga del reparto nascite pennese, è stata chiara: «Il documento tecnico allegato al decreto commissariale 10 del 2015, con cui la Regione Abruzzo ha approvato la riorganizzazione dei punti nascita regionali, evidenzia come il punto nascita di Penne si sia attestato, nel triennio 2011-13, su una media di 267 parti l'anno, con rilevanza (54 per cento) di parti cesarei. La mancanza del prerequisito dei 500 parti annui, nonché la numerosità dei parti cesarei, che nel triennio ha registrato un andamento crescente, è stata valutata come elemento a favore della chiusura del punto nascita per motivi di sicurezza», recita la relazione del ministro. Anche le difficoltà legate alla viabilità dell'area non sono servite al San Massimo per mantenere il proprio punto nascite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

