Chiusura del Punto nascita, Sospiri accusa
PENNE. Il futuro dell’ospedale di Penne continua a tenere banco. Il San Massimo tra meno di dieci giorni dirà addio al punto nascite e poi dovrà fare i conti con la rimodulazione sanitaria decisa a...
PENNE. Il futuro dell’ospedale di Penne continua a tenere banco. Il San Massimo tra meno di dieci giorni dirà addio al punto nascite e poi dovrà fare i conti con la rimodulazione sanitaria decisa a livello regionale in base al decreto Lorenzin. Una vicenda su cui interviene il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: «La scelta del governo regionale di chiudere il Punto nascita di Penne e di declassare il presidio ospedaliero San Massimo rischia colposamente di mandare in tilt la sanità pescarese», afferma Sospiri a margine dei lavori della commissione di Vigilanza che oggi ha ospitato le audizioni del sindaco di Penne Rocco D’Alfonso e del direttore generale della Asl Claudio D’Amario.
«Dal dibattito emerso in Commissione di vigilanza», osserva Sospiri, «appare chiaramente che la scelta di chiudere il Punto nascita di Penne è stata solo politica, voluta dal Partito democratico, perché non si è tenuto conto del territorio vestino e delle sue peculiarità orografiche, ma solo di logiche politiche. Il sindaco di Penne Rocco D’Alfonso non ha ben compreso che dopo la chiusura del punto nascita e il declassamento del presidio ospedaliero, Penne rischia di perdere tutto. È grave, poi, l’inerzia del governo regionale di centrosinistra sulla destinazione dei 12 milioni di euro programmati dal presidente Chiodi per la ristrutturazione dell’ospedale di Penne e per la realizzazione del nuovo pronto soccorso. Abbiamo i fondi disponibili, ma il presidente D’Alfonso non li assegna e non consente l’avvio dell’appalto dei lavori. Questa inerzia è inspiegabile. Ci batteremo», conclude Sospiri, «affinché questa riforma della sanità regionale venga neutralizzata». (f.bel.)
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