Chiusura in vista dopo più di 2 secoli

AVEZZANO. Il tribunale di Avezzano è nato nel 1811 con la prima Cancelleria che si trovava nei locali del Castello Colonna e poi nel soppresso monastero di San Francesco. Oggi, oltre al presidente...
AVEZZANO. Il tribunale di Avezzano è nato nel 1811 con la prima Cancelleria che si trovava nei locali del Castello Colonna e poi nel soppresso monastero di San Francesco. Oggi, oltre al presidente Eugenio Forgillo, conta 8 magistrati, un giudice della sezione lavoro e 8 giudici onorari per un totale di 16 tra uffici e cancellerie, con competenza per ben 36 comuni, con un bacino di utenza di circa 140 mila abitanti.
Nel censimento del Ministero della Giustizia del 2012, i procedimenti iscritti erano 5.715, quelli portati a termine 5.913 e quelli pendenti 8.345. Mentre nel 2015 quelli penali 3.713 (2.926 più 787 contro ignoti) e quelli civili 5.865, con 4.716 già definiti. Una mole di procedimenti gestita da un organico di 50 dipendenti. Nel 1869 i processi furono 1.108. Fanno capo al tribunale oltre 900 avvocati del foro di Avezzano, di cui 300 praticanti, guidati dal presidente Franco Colucci. Sono state decine le iniziative per salvare il tribunale di Avezzano. La più clamorosa, bloccata poi dalla Corte Costituzionale, è stata l’avvio della battaglia costituzionale che avrebbe potuto scongiurare la chiusura delle strutture giudiziarie di numerose regioni d’Italia. Avezzano, infatti, è stata capofila dell’iniziativa referendaria con un documento stilato dall’avvocato Mario Petrella.
Un provvedimento approvato oltre che dalla Regione Abruzzo anche dai Consigli regionali di Marche, Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Liguria, Friuli e Piemonte. Ora, dopo aver ottenuto la proroga per l’apertura fino al 2018, la Marsica, tramite l’ordine degli avvocati del Foro di Avezzano, ha chiesto un incontro alla politica. Istanza accolta dalla Regione con il vertice previsto per domani a Pescara. Un tavolo che rischia però di arrivare fuori tempo massimo.
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