«Ci chiedono bollette già pagate» La protesta degli inquilini Ater

Centinaia di famiglie coinvolte, intervengono le associazioni dei consumatori e Pettinari (M5s): «Tocca alla Regione accollarsi il debito di 590mila euro dell’ente con l’Aca e poi censire gli abusivi»
PESCARA. «Solo la prima rata è di 1.500 euro. Io prendo una pensione di 500 euro al mese. Come faccio a pagare?» È arrabbiata e scoraggiata Angela Soccio, inquilina di uno degli alloggi Ater di via Rigopiano che l’anno scorso si è vista recapitare una richiesta di pagamento per l’acqua da 5 mila euro. Soccio non è la sola. Con lei Anna Paola Pace e il marito Antonino Amato, che hanno ricevuto una bolletta «da 2.800 euro e qualcosa. La prima rata era da pagare entro ottobre, un’altra a gennaio, ma noi non daremo niente a nessuno. Non ho lavorato una vita intera per pagare 3 mila euro di acqua», dice la signora.
Da più di un anno, centinaia di famiglie residenti nelle case Ater stanno ricevendo richieste di pagamento relative all’erogazione dell’acqua tra il 2007 e il 2018. A far saltare sulla sedia i destinatari sono state non soltanto le cifre esorbitanti, ma il fatto che per quegli stessi anni, tutti loro hanno già pagato la fornitura all’Aca.
A sollevare il caso sono stati il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, insieme ai rappresentanti delle associazioni dei consumatori, Codici con Giovanni D’Andrea e Ciriaca Di Prospero, Adiconsum con il presidente Alberto Corraro, e i sindacati degli inquilini Sunia Cgil, Uuniat Uil, Sicet Cisl e Unione Inquilini Abruzzo.
Fino al 2006 il conteggio dei consumi idrici passava attraverso contatori centralizzati e il rapporto era stipulato tra Aca e Ater. Quest’ultima ripartiva la spesa tra gli inquilini che pagavano direttamente all’Ater. Dal 2007 l’Aca ha installato contatori singoli per ciascun appartamento e stipulato contratti individuali. Ciononostante, i contatori generali che dovevano essere dismessi sono rimasti attivi.
«L’Aca ha continuato a inviare all'Ater le fatture riferite al contatore generale del periodo 2007-2018», spiega il vicepresidente del consiglio regionale Pettinari che ha preparato un'interpellanza per chiedere l’intervento della Regione. «Questo significa che anche chi ha pagato regolarmente le bollette dei contatori singoli, a distanza di 12 anni, si è visto recapitare il conguaglio dei contatori centrali».
«Ho abitato in via Rigopiano fino a 4 anni fa», racconta Lara Membrino, che sta raccogliendo tutti i casi simili al suo con le associazioni dei consumatori. «Avevo chiuso le utenze e l’Ater aveva messo nero su bianco che ero in regola con tutti i pagamenti. Un anno fa, mi sono vista recapitare una richiesta di pagamento di 6 mila euro, senza spiegare il perché. Abbiamo contestato tramite Federcasa la mia e altre lettere, ma al momento non abbiamo ricevuto nessun chiarimento. Nelle case Ater risiedono persone che fanno fatica a mettere il piatto sul tavolo, figuriamoci se possono pagare queste bollette assurde».
A dare manforte ai malcapitati, l’associazione Codici. «Facciamo nostra l’interpellanza presentata da Pettinari», commentano D’Andrea e Di Prospero. «Si parla di arretrati e non sappiamo da dove provengano. Forse tutto è legato ad allacci abusivi. Non si può pretendere che gli onesti paghino per gli incivili. Inoltre si parla di arretrati che risalgono a più di dieci anni fa, ma le bollette vanno in prescrizione dopo cinque. Se la Regione non darà delle risposte, siamo disposti a scendere in piazza».
«Abbiamo un fronte compatto», aggiunge Corraro, «per contrastare quest’azione assurda che interessa centinaia di famiglie che hanno ricevuto lettere dall’Ater che stanno sconvolgendo la loro vita. Insieme ai sindacati siamo stati dall’Ater che ci ha riferito che i consumi idrici sono collegati a una differenza tra ciò che segna il contatore generale e la sommatoria dei singoli. Ma il punto è che non doveva più esistere il contatore madre, visto che dal 2007 sono stati installati gli altri. Non possiamo consentire che l’inefficienza di Aca e Ater venga pagata dagli inermi assegnatari».
Secondo il consigliere e le associazioni la Regione dovrebbe «accollarsi il debito da 590 mila euro dell’Ater con l’Aca, sgravando quella spesa da persone che stanno impazzendo, e poi fare un censimento periodico delle utenze, per scoprire gli allacci abusivi e denunciare gli irregolari».
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