«Ci hanno fatto chiudere, ma non c’entriamo»

31 Ottobre 2021

PESCARA. Un manifesto funebre sulla pagina Facebook e anche sulla vetrina, in via Piave. Così il locale “Briciola” fa sapere che il provvedimento di stop per 45 giorni riguarda proprio questa...

PESCARA. Un manifesto funebre sulla pagina Facebook e anche sulla vetrina, in via Piave. Così il locale “Briciola” fa sapere che il provvedimento di stop per 45 giorni riguarda proprio questa attività. «Ci hanno fatto chiudere per essere di esempio alle altre attività. Riapriremo appena ce ne sarà data la possibilità. La famiglia di Briciola rEsiste», si legge sul manifesto. Simona D’Amico, la titolare, assicura di investire in sicurezza. «Controlliamo i documenti dei clienti che acquistano alcolici e paghiamo un servizio di sicurezza per garantire l’ordine ma non possiamo essere noi a rispondere di ciò che accade per strada. Se c’è un problema, per noi va risolto con la prevenzione e non con la repressione perché il fenomeno rischia di spostarsi altrove. Siamo i primi a volere che le nostre attività operino in sicurezza, la soluzione forse sono proprio i controlli, anche su ciò che accade per strada». Della chiusura dice: «45 giorni sono un’infinità. Noi viviamo di questo, è il nostro lavoro. Mettere in ginocchio un’attività è la soluzione?».