Cialente: giorno doloroso ma avevo previsto tutto

26 Giugno 2014

Il sindaco: «Il vero problema dell’Aquila resta la ricostruzione privata» La denuncia: «In questo sistema viene esclusa la manovalanza locale»

L’AQUILA. «Ve l’avevamo detto». Per il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente quella di ieri è stata una giornata «dolorosa». La giornata in cui è arrivata la conferma che ci aveva visto giusto, che il vero problema all’Aquila è la ricostruzione privata, quella in cui vige una «totale deregulation» e dove, nel meccanismo dell’assegnazione dei lavori alle imprese i cittadini-committenti finiscono per restare prigionieri, senza poter togliere l’incarico alle imprese che falliscono o lavorano male. E da cui la manovalanza locale è esclusa, facendo segnare, nel cantiere più grande d’Europa, un’altissima percentuale di disoccupati tra i lavoratori dell’edilizia in tutta la provincia, come più volte denunciato dalla Fillea-Cgil.

Come un padre di famiglia che dà raccomandazioni ai figli, e che nel vederle disattese risponde: «Ve l’avevo detto io», ieri Cialente ha convocato una conferenza stampa-fiume per elencare tutto ciò che gli arresti della Finanza e della Procura distrettuale antimafia tristemente sottoscrivono. Arresti che hanno riguardato sette imprenditori (quattro gli aquilani) e tre «contigui al clan dei Casalesi», che procacciavano alle imprese locali manovali a basso costo per massimizzare i profitti nei cantieri privati. Al fianco di Cialente il vicesindaco Nicola Trifuoggi e gli assessori Pietro Di Stefano ed Emanuela Iorio.

Il sindaco Cialente ha anche trovato il tempo per additare la stampa, dalla quale si sente sottovalutato, oppure giudicato: «Le mie non sono cialentate, come scrive il Centro, è stato dimostrato che ho detto il vero». Imprese che si vendono le commesse dei lavori ad altre imprese? Già denunciato, ha rimarcato Cialente. Ditte che chiedono il concordato in bianco, «importando crisi economica»? Denunciato. Situazioni segnalate di volta in volta, con relativa documentazione, alla Procura della Repubblica. Ora, «dopo anni di disinteresse da parte dei governi» (quattro quelli che si sono succeduti dal 2009), finalmente quello di Renzi sembra porgere un orecchio e una spalla: il primo luglio si terrà una riunione del tavolo della ricostruzione, per «stabilire un percorso che porti al varo di norme certe sulla ricostruzione privata». Prima di tutto: un limite temporale alla consegna dei lavori; poi, l’introduzione del «badge» identificativo dei lavoratori per garantire trasparenza; e ancora, un limite al tetto degli incarichi dei progettisti e l’innalzamento della soglia di sicurezza dell’edificio. Tutto in un decreto. Questa volta, però, al tavolo del primo luglio, Cialente ha chiesto che sieda anche il governo.

«Siamo stati lasciati soli fino a questo momento», denuncia in conclusione il sindaco, «prima di tutto dall’ex ministro per la Coesione territoriale Trigilia. Ora decidiamo noi, i tempi li dettiamo noi: basta commissariamenti, stop ai consulenti. Noi non ci fidiamo più di nessuno».

Marianna Gianforte

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