Ciampi, il patriota che ama l'Europa

27 Settembre 2014

A Sulmona giornata dedicata al presidente con Amato, Visco, Veltroni, Legnini

SULMONA. Un ragazzo nato in una comune famiglia della provincia che a 26 anni entra in Banca d'Italia (quando era istituto di emissione)e riesce a scalare i vertici delle Istituzioni. Questo l'insegnamento della giornata di studi dedicata a Carlo Azeglio Ciampi, che si è tenuta ieri a Aulmona in un gremitissimo teatro Caniglia. L'appuntamento, organizzato dall'Istituto superiore Fermi, in collaborazione coi Comuni di Sulmona e Scanno, è stato moderato dal giornalista Stefano Folli. «Un patriota con l'Europa nel cuore», così ha definito il Presidente emerito della Repubblica Alessandro Acciavatti, giovane coordinatore scientifico dell'appuntamento. Presenti i figli di Ciampi (assente per motivi di salute), Gabriella e Claudio.

Vicino a loro – fra gli altri – Gianni Letta, Giovanni Legnini, l'ex ministro Giovanni Flick. «Si possono anche abolire le Province, ma la provincia italiana resta alla base di storia e cultura di questo Paese», ha detto l'ex premier Giuliano Amato, «e Ciampi veniva proprio da lì». Attenti i quattrocento studenti del Polo scientifico, ai quali è stato donato il libro di Ciampi "Un giovane italiano". «La Consulta merita un'atmosfera meno esposta ai battibecchi dei partiti», è intervenuto Giuseppe Tesauro, presidente della Corte Costituzionale, a proposito dello stallo in parlamento per l'elezione dei due membri laici. «Ciampi in Banca d'Italia era il primo ad arrivare e l'ultimo ad andarsene», ha ricordato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, «le sue relazioni erano frutto del diario che teneva ogni giorno». È toccato al suo consigliere e portavoce, Paolo Peluffo, raccontare gli aneddoti del settennato di Ciampi al Quirinale. «Si fece portare nel suo ufficio un tavolo da cucina dipinto di giallo per le riunioni», ha ricordato,«questo era il suo metodo: discussione e ottimismo, che hanno accompagnato il suo mandato incentrato su patriottismo e europeismo». Walter Veltroni, già vice presidente del consiglio, si è rivolto agli studenti: «Oggi la più grande disuguaglianza la vive la vostra generazione», ha detto, «carente delle garanzie delle precedenti e che si possono però recuperare col ricambio generazionale». Come fece Ciampi, che dopo il suo primo mandato e con una rielezione quasi scontata, preferì lasciare a Giorgio Napolitano.

Scoperte, infine, due targhe sulle case che lo ospitarono fra il 1943 e il ’44, una in città e l'altra a Scanno. Sullo sfondo le proteste dei cittadini per il centro blindato.

Federica Pantano

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