Ciamponi lascia la Asl: ho stretto la mano a persone senza scrupoli

Nessun rinnovo alla scadenza del contratto dopo tre anni al vertice «Me ne vado via contento, con me sbloccati 100 milioni di lavori»
PESCARA. «Me ne vado via contento». Nessun rimpianto per Vincenzo Ciamponi, ormai ex direttore generale della Asl di Pescara: il contratto di tre anni è scaduto mercoledì scorso e non è stato rinnovato. L’ultima parola è stata del governatore Marco Marsilio. In attesa del successore, la guida della Asl passa al direttore sanitario Antonio Caponetti.
Con il senno di poi, dice Ciamponi, coinvolto in due indagini sugli appalti della sanità, «magari avrei evitato qualche stretta di mano a persone senza scrupoli». Il manager 63enne, originario di Tocco da Casauria, accusato di corruzione e turbativa d’asta, non fa nomi ma questa è una dichiarazione che non aveva mai fatto prima.
Com’è andato il suo ultimo giorno di lavoro alla Asl?
«Bene, me ne vado via contento. Sono arrivato il 20 luglio di tre anni fa ed era una grande sfida per me: all’ospedale c’era tanto da fare e ci siamo prefissati subito di fare il massimo. Abbiamo nominato venti primari, fatto 100 milioni di euro di lavori e avviato attività a favore del territorio».
Quindi, il suo bilancio è positivo?
«Certo, anche i sindaci mi hanno dato ragione durante l’ultima riunione del Comitato ristretto della Asl. Ma non dimentichiamo che abbiamo avuto a che fare con l’emergenza Covid e con la campagna vaccinale: su questo Pescara è stata un’eccellenza e il Covid hospital è stato preso da esempio anche fuori dall’Abruzzo. Ci tengo a sottolineare che quando sono arrivato la Asl era sotto organico: da allora sono state fatte più di trecento assunzioni o ora la Asl è arrivata a 3.800 persone. La nomina dei primari, soprattutto giovani, ha ridato forza e motivazione a tanti».
Al Pronto soccorso continuano le attese di ore?
«Anche al Pronto soccorso è stata fatta una riorganizzazione importante e i tempi di attesa sono diminuiti. Non dimentichiamo però che si tratta di una struttura che conta circa 90mila accessi l’anno. Per tenere sotto controllo gli accessi, ho intensificato il rapporto con i medici di base e potenziato l’attività sul territorio. Tutto questo è il mio biglietto da visita per il nuovo management che dovrà guidare la Asl: a Pescara ci sono centri di eccellenza che svolgono attività importanti».
E allora perché il 19 luglio scorso è stato il suo ultimo giorno di lavoro?
«Il mio contratto aveva una scadenza naturale di tre anni. Adesso, ci sarà un bando della Regione e poi si vedrà».
«Poi si vedrà» significa che lei potrebbe candidarsi nuovamente alla guida della Asl?
«L’importante non è il signor Ciamponi ma la Asl. Fino al prossimo 31 luglio io mi godo Pescara, che è la città in cui sono nato e in cui ho studiato, e me ne vado al mare con piacere. Di certo a Pescara la sanità funziona: ho trovato eccellenze in campo medico, tecnico e amministrativo e nel comparto. Ho trovato maturità anche nei sindacati che hanno compreso le necessità dell’emergenza Covid e hanno spinto per le stabilizzazioni. Ripeto, me ne vado via contento».
In base alle sue parole, oggi, la Asl di Pescara sta meglio di come lei l’aveva trovata nel 2020?
«Sicuramente sì. Questa è una azienda che lavora 365 giorni all’anno: i lavoratori e le lavoratrici di questa sanità non si fermano mai e hanno una dedizione al lavoro che non avevo mai visto prima. Di Loro non si può che parlare bene».
Lei, coinvolto in due inchieste – la prima è il caso di Sabatino Trotta con l’appalto delle residenze psichiatriche considerato pilotato; la seconda riguarda le presunte tangenti per gli affidamenti dei servizi sanitari a imprese legate a Vincenzo Marinelli – si è detto estraneo dai reati: ribadisce questa convinzione?
«Sì, ci penseranno gli avvocati a dimostrare la mia estraneità dalle accuse: ho fiducia in loro e anche nella magistratura».
Di fronte alle inchieste è più arrabbiato o dispiaciuto?
«Dico soltanto che in trent’anni di lavoro a Milano, al massimo, avrò preso qualche multa per divieto di sosta scappando da una parte all’altra, qui invece è successo qualcosa di più grosso e sinceramente mi dispiace».
Con il senno di poi, c’è qualcosa che non rifarebbe?
«Magari avrei evitato qualche stretta di mano a persone senza scrupoli».
Sarebbe interessante sapere a chi si riferisce ma suppongo che non lo dirà, vero?
«I pescaresi e gli abruzzesi sono persone serie, però ogni tanto capita di incontrare qualcuno senza scrupoli che ti mette in difficoltà».

