Cianci e l’équipe multietnica per fare bella l’erba dello stadio

16 Maggio 2018

Ecco chi è l’agronomo che ha fatto ottenere al Pescara il riconoscimento di campo migliore della B Italiani, albanesi e marocchini rendono il manto perfetto: «Il segreto? L’attenzione alle temperature»

PESCARA. Quando l'agronomo scende in campo, l'Adriatico-Cornacchia si fa bello. E aiuta il Pescara calcio nelle prestazioni agonistiche.
Pierluigi Cianci, 48 anni, studi di perito agrario ad Alanno, residente a Francavilla ma originario di Monterotondo (Roma), è l'uomo che ogni giorno si prende cura maniacalmente del manto erboso dello stadio dei pescaresi.
Al punto che il suo lavoro è stato giudicato da una commissione composta da capitani, allenatori, produttori tv e agronomi della Lega calcio, il migliore in assoluto dei campi della serie B.
Con il suo staff del vivaio Idee Verdi di via Tirino, 7 dipendenti, quotidianamente, dal 2009, setaccia i 7700 metri quadrati del complesso sportivo «che conosco metro per metro» e controlla che tutto sia perfetto: l'altezza dell'erba, una gramigna sottile che viene prodotta a Verona, non deve superare i 2 centimetri e 6 millimetri; ogni angolo deve essere irrigato alla perfezione, il manto erboso livellato come una lastra. Scovare buche, mettere le toppe e spianare è una delle operazioni che viene fatta con maggiore frequenza. E i risultati sono sotto gli occhi dei tifosi e delle televisioni di tutta Italia. Tanto che il talento di Cianci comincia a essere richiesto da altre strutture sportive di livello nazionale.
La sua équipe è composta da 4 italiani, 2 albanesi e 1 marocchino: Salvatore Berardinucci, Mohamed Hassi, Adil Hassi, Mondi Durro, Hetem Veliasi, Lemfadel Hassi, Marenglen Maksut.
Il Comune ha appaltato i lavori alla Idee Verdi nel 2009, con un contratto, che scadrà nel 2019, per una manutenzione annuale di 34 mila euro.
Qual è il segreto del suo successo?
Tanta attenzione. Il campo viene monitorato continuamente. L'erba utilizzata per rendere il manto perfetto, viene inseminata due volte l'anno sulla base di combinazioni che tengono conto delle temperature. L'erba estiva deve reggere a temperature tra i 25 e i 35 gradi. La semina tra settembre e ottobre è quella di una gramigna non selvatica ma ibrida, sottile come un capello, in grado di resistere a temperature tra i 12 e i 25 gradi. La gramigna garantisce una maggiore stabilità, è l'essenza principale del campo.
Questo riconoscimento la inorgoglisce?
Fa molto piacere, è un plauso al nostro lavoro che arriva da una platea importante. La concorrenza è agguerrita, cominciamo a ricevere proposte anche da altre città d'Italia, ma il nostro obiettivo è lavorare bene. Oltre allo stadio di Pescara, ci occupiamo anche della struttura di Francavilla e altre minori.
Come si svolge esattamente il vostro lavoro?
I nostri compiti consistono nel controllare se l'erba è malata, nel passato abbiamo trovato dei funghi, ma poi l'emergenza si è risolta subito; se ogni angolo è perfettamente irrigato, se l'erba non supera una altezza che va dai 2 centimetri ai 2 centimetri e 6 millimetri, se ci sono buche che provvediamo a tamponare e livellare. E poi ancora, sfalci, concimazione e sabbiature. Il Comune ci mette a disposizione i semi, i concimi liquidi, la sabbia silicia per aumentare il drenaggio e riportare il livello del campo in condizioni ottimali. Tocchi di lifting necessari periodicamente, ogni mese dell’anno ha il suo intervento da effettuare.
Siete operativi anche durante le partite?
Assolutamente sì, facciamo assistenza durante e dopo, che è un disastro. Prevalentemente per livellare le zolle, nel dopo partita interveniamo più efficacemente. Ma in generale, sia giocatori sia staff dirigenziale hanno molto rispetto del rettangolo verde e del nostro operato. Quindi, ci danno una grossa mano a tenere il campo in buone condizioni.
Anche il giudizio dell'agronomo della Lega calcio è stato positivo?
Sì, quando ha visto il campo ci ha chiesto perché era stato chiamato, era tutto in ordine.
Quando è arrivato, nove anni fa, che tipo di manto erboso ha trovato?
Diciamo che per i Giochi dei Mediterraneo è stato completamente rinnovato, anche se per tutta la durata della manifestazione non abbiamo potuto fare interventi perché tutta l'area era occupata dagli sportivi.
In casa è lei che ha il pollice verde?
Siamo una famiglia di pollici verdi. Mio padre Giancarlo, arrivato a Pescara dal Lazio negli Ottanta per lavoro, si è sempre occupato di vendita di piante e fiori all'ingrosso e mia moglie Mirella Casciato è una agronoma forestale.
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