Ciapi, Intecs e Terme: va in scena il dramma del lavoro negato

5 Giugno 2019

L’AQUILA. Tre storie di lavoro negato arrivano lo stesso giorno in consiglio regionale. Ciapi, Intecs e dipendenti delle Terme di Caramanico, in comune hanno la precarietà del futuro. Nel primo caso,...

L’AQUILA. Tre storie di lavoro negato arrivano lo stesso giorno in consiglio regionale. Ciapi, Intecs e dipendenti delle Terme di Caramanico, in comune hanno la precarietà del futuro. Nel primo caso, ieri mattina, è stata sventata una beffa che ha dell’incredibile. I lavoratori dell’ente di formazione professionale partecipato dalla Regione e con sede a Chieti Scalo, hanno infatti rischiato di perdere, in un sol colpo, i benefìci di una legge che comunque garantisce loro un sostentamento economico.
Un emendamento, presentato dalla Lega, avrebbe cancellato i 600mila disposti nella passata legislatura. E per questo motivo, una parte di quei 20 lavoratori, attualmente a casa, guidati ieri dal direttore generale dell’ente, Paolo Cacciagrano, era presente in aula dove infine ha tirato un sospiro di sollievo di fronte alla notizia che l’emendamento “tagliastipendi”, denunciato in primis dal pentastellato Domenico Pettinari e poi dai consiglieri del centrosinistra, è stato ritirato da Forza Italia prima che facesse danni irreparabili. Per quanto riguarda invece il destino dei lavoratori Intecs, che ieri hanno esposto uno striscione all’ingresso dell’emiciclo e hanno trovato la solidarietà e l’appoggio da parte dei consiglieri del centrosinistra Giovanni Legnini, Chicco Di Benedetto e Silvio Paolucci, si è riaperta una speranza. Fra qualche giorno infatti si concluderà il bando ItalGovSatCom dell’Agenzia Spaziale Italiana a cui Thales-Alenia, Telespazio e Leonardo hanno partecipato come raggruppamento temporaneo di imprese; e Forender 24 (la New Co. aquilana che si è resa disponibile a mantenere l’integrità del patrimonio tecnologico e professionale del laboratorio ex Intecs), si è accreditata come fornitrice di attività software, hardware, firmware di alto livello, di Thales Alenia Space.
«I lavoratori», affermano Legnini, Di Benedetto e Paolucci, «vogliono al più presto tornare alla loro attività, per questo è necessario un ruolo di stimolo e protagonismo da parte dell’istituzione regionale». Che ieri ha risposto all’appello. L’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, ha incontrato nel pomeriggio i lavoratori Intecs, guidati da Elvira De Sanctis (Fiom Cgil), e si è impegnato a contattare la Thales Alenia per ottenere la certezza dell’esisto. Se ne riparla quindi l’11 giugno. Infine c’è la storia paradossale dei dipendenti delle Terme di Caramanico, struttura storica che dà lavoro e crea indotto ma che quest’anno non ha ancora riaperto, dopo aver fatto registrare forti perdite. L’intervento in aula, anche in questo caso, è stato di Pettinari. La sua interpellanza rivolta all’assessore regionale alla sanità ha trovato le risposte. Nicoletta Verì ha infatti spiegato che la Regione intende rifinanziare la legge per le stazioni termali, la cui delibera è stata approvata in giunta appena 48 ore fa, e ha annunciato insieme all’assessore Nicola Campitelli un bando per valorizzare le terme. «C’è un territorio che sta lentamente morendo», ha però replicato il pentastellato. «Non abbiamo più tempo per aspettare ed è il momento che se ne accorga anche il centro destra. Questa vertenza deve essere messa tra le priorità dell’agenda del governo regionale, al quale propongo di istituire il prima possibile un tavolo di ascolto insieme ai lavoratori della Società delle Terme di Caramanico». (l.c.)