Cibo scaduto in vendita, negozio chiuso

La polizia locale scopre merce fuorilegge nel frigorifero di un’attività commerciale in centro: scatta anche una maxi multa
PESCARA. Il 2022 si è concluso nel peggiore dei modi per un negoziante che vende generi alimentari. Venerdì è stato controllato dagli agenti della polizia locale e della Asl (veterinari e medici del Sian) e sarà oggetto di un provvedimento di chiusura, a causa delle irregolarità rilevate. Il controllo, mirato ad accertare la correttezza delle procedure di vendita per garantire la sicurezza dei consumatori, è avvenuto in centro. Il personale del nucleo Commercio della polizia locale, diretta da Danilo Palestini, ha scoperto che nella cella frigorifera c’erano alcune porzioni di alimenti dei quali non era chiara la provenienza. È emerso anche, passando in rassegna gli scaffali, che non erano indicati tutti i prezzi della merce esposta e che l’etichettatura non era sempre tradotta in italiano. Alcune etichette, poi, non erano conformi a quanto stabilito dalla normativa di settore. Ultimo elemento, decisamente grave: nel negozio sono state trovate delle confezioni di alimenti scaduti, che erano state comunque messe in vendita. Sono state riscontrate anche irregolarità sul possesso dei requisiti tecnici per la lavorazione e porzionatura delle carni da parte del personale, risultato privo di una formazione specifica in materia di sicurezza e trattamento degli alimenti. Da parte degli agenti sono scattate una serie di sanzioni e per le irregolarità riscontrate dalla Asl si va verso la chiusura.
Per la mancata esposizione dei prezzi la sanzione va da 500 a 5000 euro, per le etichette non in italiano o non conformi la sanzione va da 516 euro a 25.823 euro e per gli alimenti scaduti la sanzione va da 1.000 a 8.000 euro. Gli agenti hanno provveduto al sequestro della merce. (f.bu.)

