Ciclista morto in un incidente: automobilista finisce a processo

17 Dicembre 2020

Lo scontro nell’agosto 2017 in viale Alcione, a Francavilla. La vittima morì dopo un mese di terapie L’accusa al conducente: «Non controllò la velocità». La difesa: il decesso non è legato allo schianto

FRANCAVILLA. È stato rinviato a giudizio per omicidio stradale colposo, come disposto dall'articolo 589 del codice di procedura penale, un uomo di Francavilla che nell'agosto del 2017 è stato protagonista di un sinistro con un ciclista in viale Alcione, costato la vita alla vittima dopo un mese di cure e terapie.
La decisione, su richiesta della Procura della Repubblica, è stata presa ieri mattina dal Gup del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino, il quale ha ritenuto la sussistenza di elementi idonei per arrivare al dibattimento. Nel corso di questi 3 anni, l'imputato è stato processato già due volte e in entrambi i casi il tutto si è concluso con l'archiviazione. La prima davanti al tribunale di Chieti, processo nel corso del quale venne redatta una perizia a cura di Melania Masciulli, nominata dalla Procura, la quale escludeva la sussistenza di un nesso causale tra l'incidente e la morte della vittima, avvenuta circa un mese dopo. Successivamente, un secondo procedimento è stato aperto davanti al tribunale dell'Aquila, per accertare l'eventuale responsabilità dei medici della struttura nella quale la vittima era stata ricoverata dopo l'incidente.
Nel corso del procedimento una nuova perizia venne affidata ai medici Cristian D'Ovidio e Marco Sartori, incentrata più che altro a escludere o meno la responsabilità dei sanitari che ebbero in cura la vittima. Anche tale procedimento si concluse con un'archiviazione e il ritorno del fascicolo a Chieti. Secondo la Procura però, l'imputato, difeso dall'avvocato Vincenzo Brunetti, con il suo comportamento potrebbe aver quanto meno contribuito a causare il decesso del ciclista. Le accuse mosse all'imputato sono quelle che riguardano negligenza, imprudenza o imperizia, in quanto alla guida della sua vettura non avrebbe controllato la velocità, condizione che specie per il punto in cui l'incidente si è verificato avrebbe invece potuto prevenire lo stesso o comunque renderlo meno traumatico. Il ciclista infatti, in seguito all'urto riportò una serie di fratture tali da richiederne il ricovero e le cure, che purtroppo a nulla sono valse. Dall'altro lato la difesa punta a dimostrare, anche in questo nuovo procedimento, l'assenza del nesso di causalità tra l'incidente e la morte della vittima.
La prima udienza è stata fissata per il 10 maggio del 2021, data in cui si aprirà il dibattimento. Non si esclude la possibilità di un'eventuale nuova perizia, per fare piena luce su quello che accadde ormai più di tre anni fa. Codice alla mano l'imputato rischia una condanna che può andare dai 2 ai 7 anni di reclusione, ma il suo legale rimane ottimista circa un differente esito del giudizio, anche sulla scorta delle due precedenti assoluzioni.
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